Zuccheri: rischi per memoria e apprendimento

Paolo Cesarotti
  • Appassionato di Medicina e Salute

Secondo una recente ricerca elevati quantità di zuccheri nuocciono non solo alla salute ma anche alla capacità di apprendimento e di memoria. Vediamo insieme cosa hanno scoperto gli esperti.

Zucchero

Nuova allerta per i golosi e per quanti seguono un’alimentazione ipercalorica: non solo chili in più, elevati livelli di glucosio nel sangue comprometterebbero le capacità cognitive e di memorizzazione del cervello, contrastando anche lo sviluppo delle cellule staminali coinvolte nella costruzione di nuovi circuiti nervosi.

Danni confermati da uno studio italiano, appena pubblicato su Cell Report, utile anche a chiarire i processi che accelerano nei diabetici l’invecchiamento precoce e l’aumento dell’incidenza dell’Alzheimer.

Elevati dosi di zucchero nuocciono alla salute

zucchero frutta

Per la ricerca, il team di scienziati dell’Università Cattolica di Roma ha analizzato gli effetti causati da elevati dosi di zucchero su alcune cellule staminali neurali coltivate in provetta. Oltre ad essere responsabili della riparazione dei danni cerebrali, questo particolare gruppo cellulare è adibito a regolare il corretto funzionamento dei processi di apprendimento e memoria.

L’esperimento ha dimostrato come il glucosio ne comprometta il funzionamento riducendone anche la capacità di moltiplicarsi.

“In sostanza, un eccesso di zucchero brucia le riserve cellulari che servono al cervello per produrre nuovi neuroni – ha dichiarato Giovanbattista Pani, ricercatore presso l’Istituto di Patologia dell’UCSC e coautore dello studio -. Quindi temiamo che chi consuma troppo zucchero presenti una minore rigenerazione cellulare con un conseguente impatto negativo sulle sue performance cognitive”.

Nell’ultima fase dell’esperimento i ricercatori sono passati ad analisi in vivo su cavie di laboratorio a cui hanno somministrato una dieta quotidiana ipocalorica, paragonabile alle nostre 1.500 calorie, “che ha confermato i risultati ottenuti in provetta”, con un aumento del numero di staminali neurali che hanno così dimostrato la loro capacità di rinnovarsi.