Vaiolo dalle scimmie: pronto il vaccino anche in Italia

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

I casi di vaiolo dalle scimmie stanno aumentando anche in Italia, motivo per cui il Ministero della Salute è intervenuto a riguardo.

Vaiolo dalle scimmie: pronto il vaccino anche in Italia

Sono attualmente 505 i casi di vaiolo delle scimmie in tutta Italia. Il vaiolo è un virus che dalle scimmie può attaccare l’uomo (spillover, ovvero salto di specie). Il primo caso di vaiolo fu registrato negli anni ’50 del Novecento, precisamente nel 1958.

I sintomi del virus sono: febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole….

Anche se dopo una o due settimane, trattandola correttamente la persona affetta può dirsi non più contagiosa e guarita, la diffusione di un virus del genere potrebbe portare a non pochi problemi.

Motivo per cui dai primi casi diffusasi, sono intervenuti gli organi competenti e in prima linea l’Oms. Solo pochi giorni fa, Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità ha infatti parlato di emergenza sanitaria di interesse internazionale riferendosi al vaiolo delle scimmie.

Ora in Italia, il Ministero della Salute sta tenendo sotto controllo il virus e secondo l’ultimo bollettino l’infezione si starebbe diffondendo perlopiù nei soggetti di sesso maschile. I casi di donne infette sono infatti “solo” quattro.

Comunque, sempre in nome della prevenzione, il Ministero si è appena espresso parlando di misure quali la quarantena e del vaccino.

Vaiolo dalle scimmie in Italia: nuove misure quarantenarie?

Vaiolo dalle scimmie: pronto il vaccino anche in Italia

In specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie.

Si legge nella nuova circolare del Ministero della Salute. La circolare di aggiornamento della situazione sul vaiolo delle scimmie, chiarisce poi:

I contatti stretti devono essere identificati il prima possibile e informati della loro esposizione e del rischio di sviluppare l’infezione.

Per quanto riguarda gli asintomatici, invece:

I contatti asintomatici che controllano adeguatamente e regolarmente il loro stato possono continuare le attività quotidiane di routine come andare al lavoro e frequentare la scuola (la quarantena non è necessaria).

I consigli da parte del Ministero, che indicano come evitare di contrarre il virus specialmente tra contatti stretti, specifica di evitare di donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono in regime di sorveglianza.

L’auto-monitoraggio prevede il fare attenzione riguardo ogni possibile sintomo ed è vivamente consigliato di astenersi dalle attività sessuali almeno per 21 giorni dopo l’ultima esposizione.

Come sempre l’igiene è al primo posto e per prevenire si parla anche del vaccino che probabilmente sarà diviso in una prima dose a cui seguiranno dei richiami con una distanza di massimo tre mesi.

Sarà in primis l’Istituto per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma a partire con le vaccinazioni, come ha dichiarato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della regione Lazio:

[…] presto pronto a partire con il vaccino del vaiolo per monkeypox e attende dal ministero le modalità di reclutamento.