Tutti i pericoli dei massaggi ‘abusivi’

I massaggiatori ‘da spiaggia’ sono ufficialmente fuorilegge. E se operano in modo approssimativo, sono anche pericolosi

Massaggio

Tutti i pericoli dei massaggi ‘abusivi’

I massaggiatori ‘da spiaggia’ sono ormai una presenza comune nelle località di riviera italiane. Nontutti sanno però che un’ordinanza del ministero della Salute ha messo fuorilegge i massaggi ‘abusivi’, anche perché si tratta di una pratica potenzialmente pericolosa: un massaggio fatto male, avverte il primario della Divisione di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale San Camillo di Roma, Sandro Rossetti, può provocare conseguenze alla salute. Un primo danno “è cutaneo, giacché l’igiene di questi ‘manipolatori’ è assolutamente approssimativa. E a nulla servono i fazzolettini disinfettanti. Le dermatiti, i funghi e le altre patologie più comuni della pelle si diffondono con estrema facilità”. L’altro ordine di patologie è invece ortopedico, quando il massaggio viene eseguito in modo approssimativo. I danni, precisa Rossetti, sono lievi finché il ‘terapeuta’ rimane nell’ambito del ‘massaggio’ superficiale. Aumentano i rischi se il massaggiatore applica la tecnica della digitopressione:

“Il pericolo maggiore lo corre la nostra colonna vertebrale, ove le radici nervose emergono dagli spazi intervertebrali, praticamente a pochi centimetri dalla superficie cutanea. A questo punto una digitopressione effettuata con tecniche approssimative può provocare infiammazioni delle radici nervose e di conseguenza contratture muscolari paravertebrali, che possono provocare blocchi articolari dolorosi e persistenti”. Anche i famosi ‘scrocchi’ articolari delle dita delle mani e dei piedi nascondono qualche insidia: “Se effettuati in modo ‘incongruo’, possono provocare distorsioni e distrazioni articolari”.

L’Ordinanza ministeriale vieta di offrire a qualsiasi titolo prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti, “al fine di salvaguardare la salute dei cittadini dai rischi derivanti da prestazioni effettuate in luogo non autorizzato da soggetti che non sono in possesso di comprovata preparazione e competenza”.

L’applicazione all’Ordinanza è affidata ai sindaci dei comuni, in collaborazione con i gestori degli stabilimenti balneari.

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