Tunnel carpale: diagnosi e cura dell’osteopata

Tunnel carpale o sindrome del mouse è una patologia che colpisce il 5% della popolazione italiana: scopriamo di cosa si tratta, perché viene e come interviene un osteopata per alleviare o risolvere il problema

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Forse la notizia non servirà a cambiare le nostre abitudini in ufficio, ma quantomeno sarà una conferma per chi si è lasciato contagiare dalla passione per i computer: l’uso del mouse toglie forza alla mano.

Capita a cinque italiani su cento, affetti da “sindrome del mouse” o “sindrome del tunnel carpale”.

“Una neuropatia dovuta all’irritazione o alla compressione del nervo mediano, spesso irritato nel suo passaggio attraverso il canale carpale: una cavità localizzata a livello del polso”

spiega Giuseppe Pensieri, osteopata D.O. M.R.O. (I) M.F.E.O. Infatti non tutti sanno che

“nel tunnel passano il legamento “trasverso”, oltre al nervo mediano, vene e  tendini dei muscoli flessori delle dita. Quindi, l’infiammazione cronica di una borsa tendinea dei flessori, che comprime il nervo mediano, può far scaturire questa fastidiosa patologia”.


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Una patologia da non trascurare

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Può manifestarsi in gravidanza, nei soggetti “ipertiroidei” e in quelli affetti da artrite reumatoide. Più frequente in chi utilizza molto e male le mani, le donne ne soffrono molto, soprattutto dopo i 40 anni, con disturbi della sensibilità che colpiscono le prime tre dita (pollice, indice, medio) e metà del quarto dito della mano.

“Molto comune anche tra gli sportivi che giocano a bowling, baseball e usano molto le mani, oppure tra gli operai che adoperano utensili come i martelli pneumatici, o gli orologiai che riparano i congegni.”

La “sindrome del mouse” è lamentata da persone che comunque sfruttano molto i due arnesi che la natura ci ha donato per approvvigionarci e non solo. Così da avere difficoltà nell’eseguire lavori con le dita, come avvitare o svitare una bottiglia, lavorare a maglia o altro. Nelle fasi iniziali il paziente lamenta parestesie (formicolii) e scosse. Clinicamente il dolore e le parestesie possono essere evocati attraverso la percussione a livello del tunnel carpale (segno di Tinel). Se il paziente lamenta la comparsa di scosse il segno è da considerarsi positivo. Altro segno caratteristico è la manovra di Phalen, che consiste nel tenere iperflessi i polsi l’uno contro l’altro 90 secondi: anche in questo caso, la comparsa di parestesie è da considerarsi un segno positivo per la sindrome. Questa problematica, capita più frequentemente in età adulta o avanzata e colpisce maggiormente le donne”.

Tunnel carpale: sintomi e come intervenire

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Parestesie, dolori e torpore sulla superficie palmare della mano e in particolare nel territorio di innervazione del nervo mediano (prime tre dita e metà del quarto) sono i sintomi più comuni di questo problema.

Normalmente di notte la sintomatologia è più forte, al punto da risvegliare il paziente dal sonno, costringendolo a scuotere la mano e a massaggiarla. Cucire, attaccare bottoni, strizzare un panno, compiere movimenti quotidiani, diventa difficile se non impossibile. In una fase tardiva, se le condizioni persistono, i muscoli della mano, raggiunti dal nervo, diventano ipotonici e deboli. In questo caso l’osteopata deve anche saper indagare sulle abitudini del paziente, per capire meglio come si potrebbero modificare i movimenti o le posizioni colpevoli.

Una buona anamnesi è sicuramente il primo passo per differenziare la cura. Non basta constatare il dolore, gonfiore e altri sintomi. Bisogna ricercare e correggere le disfunzioni che producono il disagio. L’osteopata deve bene differenziare tra una lesione di un disco cervicale e la pressione sul nervo mediano nel tunnel carpale, compito non sempre facile. Accertato che non esistono problemi remoti, si procede a esaminare la mobilità delle articolazioni dalla spalla in giù, aggiustando eventuali disfunzioni o ipomobilità articolari. Per ultimo, passa in rassegna ogni muscolo della catena cinematica dell’arto superiore: per capire il suo livello di funzione e la sua integrazione coi sinergisti e antagonisti. In presenza di sintomi importanti la diagnosi strumentale è affidata all’elettromiografia (EMG): per misurare le caratteristiche di conduzione del nervo, facendo passare corrente di bassa intensità attraverso esso.

Se la “sindrome del tunnel carpale” viene diagnostica in tempo, è possibile avere degli ottimi risultati con il trattamento manipolativo osteopatico: i sintomi scompaiono nel giro di tre settimane. Nel caso in cui l’operazione chirurgica fosse necessaria, l’osteopatia, con le sue tecniche, accelera i tempi di guarigione e di recupero. Importante: le manipolazioni della mano e del polso non devono essere assolutamente fatte in presenza di artrite reumatoide”, conclude Pensieri, laureato in scienze motorie e sportive, specializzato in prevenzione e rieducazione dell’Università di Roma I.U.S.M.

Tunnel carpale: perché viene?

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Il dolore al polso e alla mano può essere dovuto a varie cause:

  • Problema biomeccanico del tratto cervicale;
  • Una pressione sul nervo mediano, che passa nel polso in un tunnel formato da delle piccole ossa chiamate carpali;
  • Artrite dell’articolazione del polso;
  • Post-trauma o in seguito al consolidamento di una frattura delle ossa del polso o della mano.
  • Spesso un dolore con una sensazione di formicolio ed intorpidimento delle dita può essere irradiato dal tratto cervicale. Quando è il pollice dolente, è coinvolto il sesto nervo cervicale. Quando sono il medio e l’indice a dolere vi è un coinvolgimento del settimo nervo cervicale; se è il mignolo a dolere è l’ottavo nervo cervicale a essere coinvolto.