Tumori: cos’è la prevenzione oncologica?

Con la consulenza del dott. Giammarco Surico, Dirigente U.O. Oncologica Ospedale “Vito Fazzi” Lecce, Consigliere regionale, membro commissione sanità abbiamo analizzato un tema fondamentale: la prevenzione nella diagnosi dei tumori. Scopriamo quanto è importante prevenire e non curare.

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Fare diagnosi precoce significa individuare il tumore in fase iniziale, quando ancora non si è diffuso in altri organi (metastasi). La diagnosi precoce in campo oncologico può essere frutto del caso, quando, per esempio, il tumore viene individuato grazie a un esame effettuato per altri motivi e non con lo scopo di cercare un cancro.

Molto più spesso, però, il merito della scoperta precoce di alcuni tra i tumori più diffusi (come seno, collo dell’utero, colon) deve essere attribuito a programmi di screening appositamente studiati.

La prevenzione primaria, secondaria e terziaria

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È indirizzata ai soggetti sani e consiste nel ridurre l’esposizione a fattori eziologici specifici, che possono causare danni genetici che conducono allo sviluppo di cellule tumorali.


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Tale prevenzione è difficile da attuare poiché richiede un cambiamento delle abitudini personali, e degli atteggiamenti culturali; una riduzione dell’incidenza di neoplasie si potrebbe ottenere eliminando il fumo di tabacco, diminuendo il consumo di alcool, modificando il regime dietetico, usando protezioni nell’attività sessuale, limitando l’esposizione al sole (o utilizzando adeguati schermi protettivi) e infine evitando l’esposizione ad agenti cancerogeni quali l’asbesto, o le amine. Riguardo la dieta, i dati non sono ancora così precisi da delineare una vera relazione di causa-effetto con i tumori.

È però noto da evidenze epidemiologiche che diete povere di fibre e ricche di grassi favoriscano l’insorgenza di tumori colorettali e possano causare un aumento del rischio relativo per carcinoma mammario e uterino (due tumori ormonocorrelati) in relazione a un alto peso corporeo, in quanto i grassi potrebbero alterare il metabolismo.

La prevenzione secondaria: Mira a diagnosticare la malattia in una fase precoce aumentando così le possibilità di guarigione. La prevenzione secondaria si può attuare attraverso due strategie: la diagnosi tempestiva che comporta una vigile attenzione sui sintomi iniziali della malattia e lo screening di massa volto alla scoperta della malattia in pazienti asintomatici.

La prevenzione terziaria: Si basa sull’applicazione di interventi volti a ridurre la gravità e le complicazioni indotte da malattie non guaribili. Esempio chiarificatore di questo tipo di prevenzione ci viene fornito dalle pazienti affette da carcinoma mammario sottoposte a chirurgia con asportazione dei linfonodi ascellari. In queste pazienti l’intervento chirurgico sull’ascella predispone alla comparsa di edema linfatico dell’arto superiore. Una riduzione dei danni alla funzione dell’arto può essere ottenuta mediante il corretto posizionamento della paziente sul letto operatorio.


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Inoltre viene raccomandata l’esecuzione di fisioterapia in tutte le fasi del trattamento chirurgico.


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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