Tumore al seno: ottobre mese della prevenzione, cosa fare

Ottobre, parola d’ordine: prevenzione per il tumore al seno. Il tumore al seno rappresenta il 30,3% di tutti i tumori che colpiscono le donne e il 14,6% dei tumori diagnosticati nel nostro Paese. Solo l’anno scorso, in Italia, sono stati diagnosticati quasi 55.000 nuovi casi di tumore alla mammella. IVI mette a disposizione dei pazienti oncologici il programma gratuito di preservazione della fertilità.

Dott.ssa_Daniela_Galliano

Roma, 18.10.2021

Indipendentemente dall’età e dal desiderio di maternità, per una donna prendersi cura di se stessa è essenziale. “La prevenzione femminile dovrebbe essere un’operazione di routine per tutte le donne, dalla pubertà alla maturità” afferma Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma. “Si tratta dell’unico strumento che abbiamo per contrastare l’insorgere di patologie tumorali”.

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione e, in particolare, il 19 ottobre è la giornata mondiale per la lotta contro il tumore al seno, il più diffuso tra la popolazione femminile. Solo nell’ultimo anno, in Italia, sono stati diagnosticati circa 55.000 nuovi casi di tumori al seno. Purtroppo, la pandemia ha aggravato la situazione perché molte donne hanno riscontrato maggiori difficoltà ad effettuare gli screening senologici, indispensabili per affrontare questa malattia in tempo e curarla. Fortunatamente però le percentuali di guarigione dal tumore alla mammella oggi raggiungono quasi l’80% dei casi. Proprio per questo, è importante supportare e informare le donne sull’importanza della prevenzione: visite di controllo e percorsi terapeutici non andrebbero mai trascurati, neanche a causa del Covid.


Leggi anche: Puntura di medusa: cosa fare e cosa non fare

“Noi di IVI aderiamo anche quest’anno all’iniziativa Ottobre Rosa, per sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone sull’importanza della prevenzione, ma anche per ricordare che oggi la medicina offre una speranza in più ai pazienti oncologici. Infatti, se fino a 15 anni fa non potevamo far nulla per aiutarli, oggi, grazie allo sviluppo delle tecniche di preservazione della fertilità – in cui IVI è stata pioniera – abbiamo gli strumenti per farlo”.

“Dal 2007 portiamo avanti i programmi gratuiti di oncofertilità: Madre dopo il cancro e Padre dopo il cancro, dando una speranza futura alle donne e uomini che devono affrontare la battaglia contro questa malattia”, ha spiegato Daniela Galliano. “Da allora hanno aderito ai programmi moltissime persone, tra cui numerose giovani donne con diagnosi di cancro che, non ancora madri, hanno crioconservato i loro ovociti per poter coronare il loro sogno di maternità in futuro, dopo aver sconfitto la patologia”.

Le terapie di oncofertilità stanno dando ottimi risultati in termini di ottenimento della gravidanza, ma non solo: costituiscono anche un potente supporto psicologico nell’affrontare la malattia, perché rappresentano una concreta speranza di un futuro felice per coloro che desiderano diventare genitori.

“Noi di IVI” ha concluso Daniela Galliano, “sosteniamo tutti i pazienti oncologici ogni giorno dell’anno, offrendo loro tutte le nostre competenze, capacità e tecnologie, affinché possano coronare un domani il loro sogno di genitorialità”.

IVIRMA GLOBAL

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna totalmente specializzata in procreazione assistita. Da allora ha aiutato a nascere più di 250.000 bambini, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie di Fecondazione Assistita. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMA, diventando così il più grande gruppo di Fecondazione Assistita del mondo. Fino ad oggi conta più di 65 cliniche in 9 paesi”.


Potrebbe interessarti: Orecchio tappato: cause, rimedi, cosa fare e cosa non fare


Camilla Principi
  • Laureata in Scienze della Comunicazione pubblica e digitale
  • Esperta in: Oroscopo, Tv e Gossip
Suggerisci una modifica