Truffe nel turismo medico: cosa c’è da sapere

Turismo medico per ritocchi low-cost. Rischi e possibili truffe dietro l’offerta di vacanze all’insegna del relax e del ritocchino estetico. Scopriamo di più.

turismo medico 1Esistono aziende specializzate nell’organizzazione di viaggi della bellezza. Offrono pacchetti “chiavi in mano”, i cosiddetti all inclusive. Rientra nel turismo medico. Gli ingredienti ci sono tutti: sole, mare, sabbia e chirurgia. In Internet c’è già chi giura sia scoppiato il boom di pacchetti low cost per un ringiovanimento globale.

Tunisia e Marocco le mete più gettonate. La più economica? L’India. Ma i nostri chirurghi plastici avvertono:

“Dalla mancanza di sicurezze nelle operazioni all’assenza di tutele legali, il fenomeno non è privo di rischi“. Parola di Paolo Mezzana, Specialista e Dottore di Ricerca in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Roma. “Sono in pochi a resistere alla tentazione di un viaggetto estivo in un hotel a cinque stelle, in una località esotica, con spiaggia di palme, famiglia al seguito e perché no, passaggio in sala operatoria per un piccolo restyling. “La voglia di “ritocco” è in crescita, ma ci troviamo, in tempi di budget ristretti, quindi, tutte le soluzioni che sanno di “low cost”. Nonostante questo, si registra un aumento del 10% dei clienti italiani nelle cliniche esotiche.”


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turismo medico 4Quali sono gli elementi del turismo chirurgico?

“Le cliniche che rientrano in questi pacchetti turistici legati all’estetica, fissano i prezzi in base a due elementi: i bassi costi operativi e del personale nei paesi in via di sviluppo con il vantaggio derivante dal cambio della moneta per il consumatore europeo. Il notevole aumento del turismo medico, per il quale i pazienti espatriano per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica, ha messo in discussione le fondamenta del rapporto paziente-medico e mette in pericolo coloro che cercano chirurgia a basso costo”.

Ci sono garanzie?

“Vi sono agenzie di viaggio che procacciano ai loro clienti interventi chirurgici con chirurghi che non hanno mai incontrato. I pazienti non hanno alcuna garanzia che il chirurgo sia adeguatamente preparato o qualificato a effettuare la procedura a cui si sottoporranno e troppo spesso si presta poca attenzione all’assistenza postoperatoria“.

turismo medico 2Le percentuali di complicanze negli interventi chirurgici effettuati in queste condizioni sono allarmanti. In un articolo apparso sull’edizione di agosto dell’Aesthetic Surgery Journal, “Complications from International Surgery Tourism” (Complicanze nel turismo chirurgico internazionale), si faceva riferimento a un recente studio statunitense che mostrava un aumento delle percentuali di complicanze post-operatorie nei pazienti che tornavano da interventi chirurgici effettuati all’estero.

In alcuni casi, le complicanze erano abbastanza gravi da obbligare i pazienti, al ritorno, ad andare direttamente in un ospedale per ricevere cure mediche. Sull’onda di questo fenomeno anche le offerte di trattamenti estetici medici o chirurgici attraverso piattaforme come Groupon o LivingSocial sono guardate con sospetto dai professionisti del settore.


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