Con la consulenza di Paolo Moro, fisiatra al Centro polispecialistico MedicalB di Busto Arsizio (VA) e dirigente della Divisione di riabilitazione del Policlinico San Marco di Zingonia (BG); scopriamo come contrastare il torcicollo analizzando cosa fare e cosa non fare.
Il collo si blocca, diventa rigido e doloroso al punto da non riuscire a girarlo. Sarà stato un colpo d’aria per una finestra rimasta aperta o la serata umida trascorsa all’aperto senza aver protetto il collo con una sciarpa. Oppure, è colpa di un movimento brusco a muscolo freddo, del cuscino troppo alto o di posizioni scorrette protratte nel tempo.
Il dottor Paolo Moro spiega:
“Le cause del torcicollo sono numerose e provocano una contrattura muscolare che dà origine al disturbo. E spesso si utilizzano cure fai da te che determinano più problemi che benefici”.
Come rimediare senza peggiorare la situazione?
Muoversi o no?
Il collo fa male e non ci si muove. È quello che suggerisce l’istinto.
“Ma non è la soluzione migliore. L’immobilità riduce la sofferenza nell’immediato. Con il passare del tempo la muscolatura si irrigidisce e il dolore aumenta”.
Cosa fare?
“È bene eseguire movimenti di allungamento ruotando la testa. Inclinarla verso destra e sinistra e viceversa e, infine, piegarla in alto e in basso. Fermarsi prima di sentire il dolore tenendo la posizione per 30 secondi”.
Massaggi?
Il ricorso al massaggio può sembrare la soluzione migliore.
“E, invece, non è sempre così. Se il torcicollo è legato a un trauma come il “colpo di frusta”, la rigidità muscolare è un meccanismo di difesa per proteggere le articolazioni, che non sono ancora pienamente funzionanti”.
Se è dovuto a un‘infiammazione per posture sbagliate, meglio lasciare disinfiammare prima di iniziare il massaggio.
Caldo o freddo?
Indossare una sciarpa oppure appoggiare una borsa dell’acqua calda sull’area dolorosa sono i rimedi più utilizzati quando si ha il torcicollo. Il motivo? Il calore distende il muscolo e dà conforto dal dolore.
“Ma non è sempre il trattamento più corretto” spiega il dottor Moro. “A volte si deve raffreddare la parte dolorante invece di scaldarla”.
Come fare a capire quando si ha bisogno di uno o dell’altro rimedio?
“Innanzitutto, si può cercare di ‘sentire’ cosa dà beneficio, facendo prove per valutare se si preferisce ricorrere al caldo o al freddo. In linea generale, se il torcicollo è improvviso e continuo, quindi legato alla contrattura del muscolo, il caldo lo distende. In questo caso è bene utilizzare il diffusore della doccia sull’area dolorante. Se, invece, il dolore è acuto e molto forte, è comparsa un‘infiammazione e si dovrebbe raffreddare la parte dolorante”.
Non esagerare con i farmaci
Spesso il dolore è così forte che non si può fare a meno di ricorrere a farmaci antidolorifici.
“Bene i medicinali a base di paracetamolo, che non hanno effetti collaterali di rilievo. Se, però, il dolore permane ed è particolarmente potente, non esagerare con le dosi, ma andare dal medico che potrà prescrivere i cosiddetti ‘antidolorifici maggiori’. Ma prima di tutto provare con l’arnica, una sostanza naturale che si trova in farmacia in gel o crema da spalmare sull’area dolorante, anche più volte al giorno, con ottime capacità antinfiammatorie e zero affetti collaterali”.










