Tagli, abrasioni e ustioni: come curare gli incidenti domestici

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09/02/2021

Una gamba nuda strisciata sull’asfalto cadendo con lo scooter, una scivolata dal monopattino, oppure un’ustione con l’olio bollente del fritto misto che si sta cucinando per gli amici: sono alcuni dei tanti piccoli incidenti che si possono verificare in estate. Ma come agire per guarire presto e al meglio?


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Complici i vestiti più succinti e la tipica distrazione di quando anche la testa è in vacanza in estate possono verificarsi avvenimenti magari non gravi ma con conseguenze da seguire nel tempo, almeno per evitare seccature in futuro.

Ecco allora come affrontare le piccole ferite e le lesioni dell’estate per non dover poi, in autunno, rimediare a danni ben più gravi, magari ricorrendo alle cure del chirurgo plastico.

Le regole da seguire per una guarigione completa

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In tutti i casi, dalle medicazioni fai da te a quelle curate al pronto soccorso, ci sono piccole ma importanti regole da seguire per assicurarsi la miglior guarigione possibile, anche da un punto di vista estetico.

“Il processo di cicatrizzazione si esaurisce nel corso di 9-12 mesi. Superato questo tempo, se il risultato è un brutto segno, ci sono sostanzialmente solo due strade: tenere la cicatrice così com’è, oppure ricorrere al lipofilling, piccolo autotrapianto di grasso che rivitalizza i tessuti, con l’effetto di rendere qualsiasi cicatrice (ma anche la cute di un viso non giovanissimo) più morbida e più bella”.

dice Marco Klinger, professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, Istituto Clinico Humanitas.

“Inutile dire che la prima regola per ogni automedicazione è una rigorosa pulizia, particolarmente importante nel caso delle abrasioni. Infatti, le impurità non rimosse producono, quando la riparazione dei tessuti si è compiuta, un effetto simile a un tatuaggio.

Se il taglio non è grave e quindi non richiede punti di sutura, l’ideale è applicare cerottini di carta che avvicinano i lembi della ferita, creando così le migliori condizioni per la cicatrizzazione. Se non si possono evitare, i punti vanno tenuti per il più breve tempo possibile, cioè per non più di 4 giorni. Dopo, è fondamentale riparare la parte dal sole, per evitare che quella zona rimanga più scura, e comprimerla con garze sterili per almeno per 12 ore al giorno: un piccolo accorgimento che riduce la possibilità di sviluppare cicatrici in rilievo”.


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Un’altra buona regola è quella di evitare di bagnare continuamente qualsiasi ferita, abrasione, ustione.

“Una lesione della cute è un varco che consente l’ingresso dei germi presenti nell’acqua del mare o in piscina. Continuare a bagnare e asciugare una ferita significa allungare il processo di guarigione”.

Le ustioni

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Un discorso a parte meritano le ustioni, da curare innanzitutto con il ghiaccio.

“È l’ideale per ridurre l’infiammazione. E poi, visto che le bruciature sono la disavventura più grave che possa capitare alla pelle, non bisogna lesinare gli antisettici e le sostanze che aiutano il processo di cicatrizzazione, lasciando la parte possibilmente all’aria ma riparata dal sole”.

Malgrado tutte le attenzioni, però, il processo di cicatrizzazione può produrre risultati davvero sgradevoli.

“È una questione genetica: ci sono individui che cicatrizzano bene e altri che cicatrizzano male, con esiti brutti e molto visibili”.

Oltre a una predisposizione individuale, però, c’è un altro fattore in grado di influenzare il processo di cicatrizzazione: l’età.

“Se è intuitivo pensare che le persone molto anziane non cicatrizzino al meglio, pochi sanno che gli adolescenti fanno ancora peggio. Infatti, gli ormoni in circolo in questo periodo sono i principali responsabili dei risultati più brutti, cioè di cicatrici larghe e in rilievo”.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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