Principale fattori di rischio nello sviluppo di malattie neuropsichiatriche quali ansia e depressione, lo stress è oggi al centro di una scoperta “pionieristica” ad opera dei ricercatori dell’Università Statale di Milano.
Guidati da Elena Battaglioli e Francesco Rusconi, del dipartimento Biometra, gli studiosi hanno osservato come LSD1, un enzima presente nella biologia dei tumori e a livello neuronale (dove nascono le emozioni), sia in grado di convertire l’effetto di stimoli stressanti in un comportamento ansioso, aprendo la strada alla comprensione dei complessi meccanismi che riguardano i cambiamenti del Dna (epigenetici) indotti nel cervello da un forte stress emotivo.
Nello specifico, il lavoro dimostra che LSD1 è capace di mediare la risposta a uno stress psicosociale (quale ad esempio bullismo e mobbing) modificando l’espressione dei geni che modulano l’attività delle cellule nervose a seguito di stimoli che arrivano dall’ambiente esterno.
Gli effetti dell’ansia
Lo studio, appena pubblicato sulla rivista scientifica Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences USA) getta le basi per la ricerca di farmaci capaci di inibire LSD1, come nuova strategia per contrastare gli effetti deleteri dello stress sull’insorgenza di malattie neuropsichiatriche.
Inoltre, poiché una delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi dello stress è l’ippocampo, largamente responsabile dei processi di memoria e apprendimento, questo studio potrà essere d’aiuto per interpretare meglio gli effetti dello stress coinvolti nella formazione della memoria.






