La stipsi è un disturbo piuttosto comune che può essere dovuto a diversi fattori. Solitamente i più comuni sono una dieta povera di fibre e liquidi e uno stile di vita non regolare. L’importante è cercare di comprendere quali siano le cause e consultare il medico prima di ricorrere all’uso di farmaci
Con la consulenza del professor Antonio Iannetti, docente di gastroenterologia all’Università Sapienza di Roma
La stipsi è un problema molto frequente nei Paesi industrializzati: la sua prevalenza è di 10-20 casi ogni 100 abitanti. Negli adulti è più frequente nelle donne, con un rapporto di 4 a 1, e negli anziani con oltre 65 anni d’età.
Una prima distinzione va fatta tra stipsi primaria e stipsi secondaria. La stipsi primaria può essere causata da un rallentato transito o da un’alterazione della defecazione.
La stipsi secondaria invece è dovuta alla presenza di altre malattie o situazioni, come disturbi a carico delle ghiandole (pancreas o tiroide), problemi gastrointestinali (tumori) o alterazioni ormonali in gravidanza.
Inoltre, può essere dovuta ad assunzione di alcuni farmaci (antispastici, antiipertensivi, oppioidi, antidepressivi); a disturbi neurologici a carico del sistema nervoso centrale; ad alterazioni metaboliche (intossicazione da piombo); a fattori psicologici (depressione) e dietologici (disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia), dieta senza fibre e allettamento prolungato.
A volte, la stipsi secondaria può essere solo un sintomo, che rivela la presenza di malattie a carico del colon, come polipi, aderenze infiammatorie, tumori o lesioni che causano un’ostruzione e, quindi, difficoltà a evacuare.
Le cause più comuni della stipsi
Sono dovute principalmente a una dieta fatta di pasti veloci, con poche fibre e liquidi, associati a una vita sedentaria. I muscoli dell’intestino, a riposo, perdono tono, si rilassano e non sono più in grado di espellere le feci (specie negli anziani).
Anche alcuni farmaci possono causare il problema, come analgesici, ansiolitici, antipertensivi, sedativi della tosse, lassativi e antibiotici.
Il rischio in gravidanza, invece, è dovuto al progesterone, ormone che agisce da sedativo della muscolatura intestinale.
Quando interessa i bambini
La stipsi può colpire anche i bambini, a volte per problemi di alimentazione e di intolleranza al lattosio. In questi casi, il pediatra proverà a cambiare il tipo di dieta, a ricorrere a microclismi o a proporre una cura medica, in genere dopo aver sentito il gastroenterologo.
Sino ai tre anni, la stipsi può anche essere dovuta a problemi psicologici. Per esempio, se si toglie il pannolino troppo presto e il piccolo non ha ancora imparato a contenersi, si può avere un blocco delle funzioni intestinali.
Prima di farlo sedere sul vasino, è bene che mamma e papà verifichino che abbia imparato a controllarsi.
Anche la mancanza di fibre nella dieta può innescare il problema, poiché i bambini non amano mangiare verdure e frutta.
Farmaci: sì ma con prudenza
Prima di ricorrere ai farmaci, è bene sottoporsi a una visita gastro-enterologica, per valutare se sia il caso di ricorrere a esami specifici.
Se il disturbo è funzionale, non secondario a malattie, occorre cercare di modificare le abitudini alimentari e di vita, cambiando la dieta e assumendo ritmi più tranquilli e meno stressanti. Se il medico lo ritiene opportuno, si possono prendere i lassativi.









