Spotting: cos’è e da cosa dipende

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30/04/2021

Il Dott. Pietro Cignini, specialista in ginecologia e ostetricia, Servizio di Diagnostica Ostetrico e Ginecologica, Artemisia Main Center, Roma, ci spiega da cosa possono dipendere gli spotting che arrivano tra un ciclo e l’altro.

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Le perdite di sangue tra un ciclo e l’altro vengono definite spotting e possono dipendere da cause ormonali/disfunzionali oppure da fattori organici.

Nel caso di quella che viene definita “piaghetta”, accade che la mucosa che riveste internamente il canale del collo dell’utero si estrofletta verso l’esterno, fino a essere visibile sulla cervice uterina durante l’esecuzione della visita ginecologica.

Se tale condizione è ben inquadrata mediante controlli periodici con pap-test per la valutazione della presenza di eventuali lesioni pretumorali o tumorali, non deve destare nessun tipo di allarme.

La terapia con diatermocoagulazione (la “bruciatura”) deve essere riservata a quelle situazioni in cui la sintomatologia (spotting, infezioni, perdite anomale) sia tale da determinare una qualità di vita ridotta.


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Questa perdita di sangue periodica potrebbe determinare, a lungo andare, una anemia che di par suo non farebbe altro che aggravare il sintomo. Questa condizione può essere indagata con un emocromo per poi passare ad esami più specifici. Il medico potrà consigliare la cura più idonea.

Vaginosi e vaginiti

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L’infezione ricorrente della mucosa vaginale o del collo dell’utero determinano una infiammazione dei tessuti causandone una riduzione della “resistenza” tessutale e quindi una facilitazione al sanguinamento.

Nel sospetto di tali infezioni, è consigliato indagare con un tampone vaginale e antibiogramma per l’individuazione del germe coinvolto.

Problemi di contraccezione

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Piccole perdite di sangue intermestruale

Si possono verificare anche quando si fa uso di due particolari metodi di contraccezione: la pillola e la spirale. Quelle legate all’uso della pillola derivano da una carenza relativa di estrogeni.

Questo fenomeno rappresenta l’evento più frequentemente descritto a chi ne inizia l’assunzione e si dovrebbe normalizzare, in genere, dopo i primi tre mesi.

Ma se il sintomo dovesse persistere anche oltre tale periodo, potrebbe essere utile rivedere il dosaggio e quindi sostituire la pillola attualmente in uso con una più idonea per il caso specifico.

Assunzione non idonea della pillola

Un altro motivo che può far verificare casi di spotting (per esempio, quando ci si dimentica di prenderla) o nei casi di disturbi alimentari, come un mancato assorbimento intestinale degli ormoni in essa contenuta (per esempio a causa di diarrea o vomito).


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Spirale

Lo spotting intermestruale può verificarsi anche in donne che utlizzano la spirale. In questo caso, se le perdite di sangue sono precedute o accompagnate da altri sintomi, quali il dolore, occorre innanzitutto escludere che essa sia inserita in maniera anomala nell’utero e, nel caso, rimuoverla, anche perché la scorretta posizione ne riduce l’efficacia contraccettiva.

Comunque si può ovviare a questo sintomo, anche in caso di spirale correttamente inserita nell’utero, utilizzandone un tipo che viene definita “medicata” con progesterone, ossia quell’ormone che tende a non sfaldare e, quindi, a non far sanguinare l’endometrio.

Stress: tra i maggiori colpevoli

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In assenza di altre condizioni organiche escluse con esami clinici e diagnostici, lo stress rappresenta una delle cause maggiori di alterazioni del ciclo mestruale, perché agisce indirettamente modificando lo stato basale di alcuni ormoni prodotti durante la giornata.

L’azione di questi ormoni è diretta a livello del sistema nervoso centrale in una zona detta ipotalamo, la quale regola in maniera sofisticata il rilascio di ormoni che stimolano a loro volta le ovaie a produrre estrogeni e progesterone. Una modificazione di questo delicatissimo equilibrio è causa anche di spotting.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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