SLA: il primo farmaco efficace in fase 3

Al congresso annuale ENCALS (European Network to Cure ALS) dello scorso venerdì è stata diffusa una buonissima notizia, che regala speranza per la cura della Sclerosi Laterale Amiotrofica.

SLA: il primo farmaco efficace in fase 3

Durante il congresso ENCALS (European Network to Cure ALS), è stato diffuso il primo risultato di un importante studio ancora in atto.

I dati raccolti durante gli ultimi 12 mesi dei ricercatori attestano un beneficio clinicamente significativo su diversi parametri per quanto riguarda il trattamento della SLA attraverso un nuovo farmaco.

Un farmaco sperimentale dà buona speranza

SLA: il primo farmaco efficace in fase 3

La SLA è una malattia ancora molto difficile da trattare, motivo per cui il nuovo farmaco sperimentato sta regalando molta speranza. Un grande passo avanti nella terapia per il trattamento della SLA che dopo ben 150 anni di stasi dà inizio a un nuovo percorso, che parrebbe davvero efficace.

L’appello di AISLA (Centro di Ascolto SLA) è infatti che tutti i pazienti SLA SOD-1 in Italia possano avere accesso al più presto al farmaco. Il Centro ha inoltre dichiarato che farà quanto possibile pur di agevolare ogni paziente con le caratteristiche adeguate ad avere tempestivo accesso al nuovo farmaco.

Farmaco che da quanto mostrato dai dati rallenterebbe il declino sia della capacità respiratoria vitale lenta sia della capacità muscolare. Sono altresì state riscontrate riduzioni della proteina SOD1 totale e del neurofilamento, cioè uno dei marcatori associati al danno assonale e alla neurodegenerazione.

I pazienti che sono stati sottoposti al trattamento con il nuovo farmaco nell’ultimo anno hanno poi potuto sopravvivere senza ventilazione permanente (PV). Quindi il farmaco agirebbe positivamente sia sulla sopravvivenza:

L’informazione che abbiamo ricevuto da Biogen pochi minuti fa su questi nuovi incredibili risultati dello studio è una notizia che ci entusiasma. Il prof. Mario Sabatelli ha fortemente creduto e combattuto per accelerare le risposte di questa molecola che, seppur in fase sperimentale, dimostrava già chiaramente importanti risposte per il trattamento delle persone colpite da SLA con mutazione del gene SOD1. AISLA ringrazia tutti i pazienti e le famiglie che hanno accettato di partecipare allo studio. La fase determinante, tuttavia, è stata senz’altro l’apertura della somministrazione a tutti i pazienti SOD1. Non possiamo che essere profondamente grati verso tutti i medici che li hanno seguiti, primi fra tutti i Centri Clinici NeMO che non hanno esitato a mettere a disposizione ogni mezzo per accogliere i pazienti.

Ha infine detto entusiasta Fulvia Massimelli, presidentessa nazionale AISLA.