Sistema linfatico: cura e funzionamento

Con la consulenza del dottor Sylvain Mukenge, chirurgo generale, IRCCS Ospedale San Raffaele – Milano, parliamo del sistema linfatico-ghiandolare, che è come una pattuglia d’attacco, che ricevendo un SOS dall’organismo tramite batteri e virus presenti nel sangue produce cellule immunitarie da inviare in circolo per le nostre difese. Il suo secondo compito è trasportare nel sangue, tramite la linfa, cellule immunitarie, liquidi in eccesso, cellule e proteine.  

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“La linfa è un liquido prodotto naturalmente dal nostro organismo e il sistema linfatico è formato da minuscoli vasi linfatici con il compito di drenare, cioè di rimuovere, i liquidi e le cellule in eccesso. Quando non funziona in modo corretto provoca gonfiore, il cosiddetto linfedema, ovvero un aumento del volume degli arti e degli organi genitali esterni. Se questo rigonfiamento diventa persistente, peggiora durante il corso della giornata, e non migliora né con il riposo notturno né stando sdraiati, è il momento di rivolgersi al medico”.

spiega il dottor Sylvain Mukenge.

Problemi al sistema linfatico: i rischi 

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“Il linfedema colpisce in special modo le donne e può essere di due tipi: primario, le cui cause ad oggi non sono ancora ben conosciute, oppure secondario, provocato da alcuni interventi chirurgici, dalla radioterapia, traumi ed alcune malattie infettive, specie tropicali”.

In generale, non esistono particolari regole di igiene di vita per garantire il buon meccanismo del sistema linfatico, anche se alcune patologie come l’obesità, un aumento del livello di grassi nel sangue, malattie cardiache e vascolari possono peggiorare il suo funzionamento. La raccomandazione è seguire una dieta sana e bilanciata e fare movimento.

Parola d’ordine: autovalutazione

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Se si avverte un rigonfiamento superficiale negli arti superiori e inferiori, negli organi genitali esterni, nella regione ascellare e inguinale, il sistema di diagnosi precoce raccomandato dallo specialista è l’autopalpazione.

 Si esegue con i polpastrelli della mano procedendo dall’alto verso il basso, ed è raccomandato specie se esistono casi di linfedema in famiglia o se si è stati sottoposti ad asportazione di linfonodi multipli, a sedute di radioterapia, soprattutto a carico della mammella, dell’ascella, della regione pelvica e inguinale.

Questi i criteri da valutare quando si esegue l’autopalpazione:

  • l’aumento della dimensione degli arti;
  • la consistenza della pelle, che diventa più dura del normale;
  • il suo colore, che può diventare cianotico (blu);
  • la sensazione di calore, segnale di un’infezione in corso,
  • la tonicità dei muscoli e della cute, nonché la sua idratazione e la presenza di lesioni riconducibili a sofferenza venosa o arteriosa.


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Nel caso in cui palpando si avvertisse uno di questi segnali o anche un rigonfiamento superficiale negli arti superiori e inferiori, negli organi genitali esterni, nella regione ascellare e inguinale, è bene rivolgersi al proprio specialista per esami più approfonditi.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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