Sesso orale pericoloso? La verità

Recenti sufi hanno dimostrato che negli ultimi anni c’è stato un esponenziale aumento di individui colpiti dal papilloma virus. Nella maggior parte dei casi la trasmissione avviene in seguito a rapporti non protetti; ma scopriamo di più su questo virus.

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Fino ad ora si era convinti che il sesso orale fosse scatenante per il papilloma virus ma questo è stato smentito dai recenti studi, in quanto la diffusione dell’infezione non si baserebbe sul tipo di rapporto che si ha, ma dal numero di partner sessuali.

Una ricerca dell’Ohio State University Comprehensive Cancer Center, pubblicata sul Journal of American Medical Association (Jama), riaccende i riflettori su una di quelle frasi fatte su cui si fa orecchie da mercante, anche perché si ha l’assurda convinzione che il “peggio” capiti sempre agli altri e non ci interessi.

Sesso sempre protetto

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La frase? “Fate sesso sicuro“. I medici continuano a ripeterlo fino alla nausea. Dopo aver individuato la diffusione del papilloma virus umano su un campione di circa 5.579 persone, i ricercatori del centro di ricerca sul cancro dell’Ohio State University hanno stabilito l’incidenza del virus nel cavo orale in uomini e donne tra i 14 e 69 anni di età.

Questi hanno fornito un campione di cellule della bocca prelevate dopo un gargarismo di 30 secondi con uno speciale collutorio. Negli uomini il virus è risultato presente in 1 caso su 10, nelle donne nel 3,6% dei casi.

Papilloma virus incide nel 50% dei tumori al collo e alla testa

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L’Hpv (papilloma virus), un virus sessualmente trasmesso che, soprattutto nel suo tipo 16, è in grado di causare l’insorgenza del cancro nei tessuti colpiti, non è il solo fattore di rischio per i tumori al collo e alla testa ma è stato determinato che incide nel 50% dei casi.

La maggior parte delle volte l’Hpv scaturisce da rapporti sessuali non protetti e solo in piccola parte si può trasmettere in altre modalità.

Al momento siamo ancora in alto mare con i vaccini: non ne esiste uno specifico per l’infezione alla bocca e alla gola, ma viene suggerito di utilizzare lo stesso che viene somministrato per il cancro uterino, in quanto questo tipo di tumore proviene dallo stesso ceppo.

I dati sulla diffusione e la mortalità dei tumori nella popolazione possono essere rappresentati come i piatti di una bilancia, da una parte si registra un aumento, dall’altra un calo.

Per colon, prostata e polmoni si evidenzia una forte riduzione. Invece, aumentano i casi, soprattutto tra gli uomini, di tumore orofaringeo, che colpisce cioè il palato molle, la base della lingua, l’arco delle tonsille e la parte posteriore della gola.

Gli scienziati si interrogano su quale sia il ruolo del sesso orale nella diffusione di queste neoplasie, sul banco dell’accuso ci sono anche fumo e alcol.

Il parere del medico

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Maura Gillison, che ha coordinato lo studio ha spiegato:

“Lo studio mette in luce un rischio che ancora non avevamo considerato, quello della trasmissione via sesso orale. Tale risultato è importante: se non prendiamo provvedimenti, il numero di neoplasie orofaringee derivanti dal virus Hpv potrebbe superare quello del cancro alla cervice uterina causato dallo stesso virus. Questo perché, ad oggi, non siamo affatto certi che il vaccino che abbiamo sviluppato possa aiutarci anche a prevenire i tumori alla lingua o alle tonsille”.

Ha continuato la ricercatrice, concludendo:

“Per questo abbiamo bisogno di portare avanti la ricerca. In modo da spiegare, ad esempio, perché la probabilità di infezione negli uomini a seguito di sesso orale sia così alta”.

Una possibile spiegazione, dicono i ricercatori dello studio, potrebbe nascondersi nelle differenze ormonali tra i sessi, che potrebbero incidere, ad esempio, sulla durata dell’infezione.