I segreti per un corretto riposo

Caterina Mora
  • Appassionato di Medicina e Salute

Siete sicuri di riposare come si deve? Una ricerca ha rivelato che i due terzi della popolazione mondiale non riposa a sufficienza o in maniera corretta. Le motivazioni sono le più disparate e si va da chi non dorme perché crede che sia una perdita di tempo a chi vorrebbe tanto riposare ma non ci riesce.

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Con la consulenza del prof. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Due terzi del mondo dorme poco e male. Svegliarsi al mattino pieni di energia e ritemprati sembra un sogno lontano. Qual è, allora, il segreto del vero riposo?

Dormire insufficientemente e svegliarsi di continuo durante la notte sembra un male comune. Ebbene, un italiano su quattro ha questo problema.

L’importanza del sonno

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A volte, si trascura l’importanza del sonno: grave errore, perché è un bisogno primario del corpo umano per rinnovarsi e stare bene. La vita è ritmo e tutto quello che facciamo segue dei cicli di attività e di riposo.

Imparando a vivere ogni giorno in base alle regole secondo le quali il nostro organismo è stato progettato, potremo contare su migliori prestazioni, migliori condizioni di salute e una vita maggiormente equilibrata. Tutti abbiamo bisogno di dormire come abbiamo bisogno di mangiare.

“C’è nella popolazione mondiale una diminuzione generale di sonno e la quota più importante è quella dei cosiddetti privati di sonno” spiega il professore Luigi Ferini Strambi.

Ma chi sono i privati di sonno?

“Sono quelle persone che invece di dormire  si dedicano ad altro, in sostanza praticano attività di vario genere nelle ore del riposo, dall’uso del computer al chattare con il cellullare, dal guardare la televisione al lavorare a oltranza. Insomma, piuttosto, che riposare fanno altro per piacere o per costrizione (come alzarsi molto presto la mattina per lavoro). Le conseguenze all’indomani? Stanchezza, scarsa concentrazione e sensazione di malessere generale.”

Il riposo non è una perdita di tempo, è un’esigenza biologica, un processo necessario per rigenerare e ricostruire. Per assicurarsi un buon sonno sono importanti le abitudini quotidiane e un po’ di dedizione al benessere del proprio corpo.

Leggere, ascoltare musica, fare un bagno caldo, meditare o stare soli senza far nulla di particolare aiuta ad avere un buon riposo, secondo un’indagine che ha coinvolto oltre 18mila persone in 134 Paesi, condotta dalla Durham University in Gran Bretagna.

La giusta dose di riposo: le diverse tipologie individuali

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Mediamente la persona adulta dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore per notte, oltre i 65 anni la soglia si abbassa a 6 ore. Ci sono persone, però, a cui bastano poche ore di riposo.

“Sono i brevi dormitori – chiarisce lo specialista Ferini Strambi – che si svegliano in forma, pur avendo dormito poco. Per esempio, tra i personaggi pubblici, è quello che racconta di fare l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi”.

Ma, oltre ai privati di sonno e ai brevi dormitori, ci sono gli insonni, persone che hanno un reale problema.

“Ebbene, l’insonne dorme poco anche se vorrebbe dormire di più e, nell’arco della giornata, percepisce una sensazione profonda e perenne di stanchezza. Il breve dormitore, pur dormendo poco di giorno, non soffre, non ha scompensi, si sente lucido e in forza. Questo accade perché ha una regolazione dei centri del sonno diversa dalla maggior parte delle persone”.

Ne consegue che, oltre al numero di ore, è molto importante la qualità del sonno. È, infatti, indispensabile nella fase Rem, quella più importante per il cervello, riposare senza interruzioni.

“La fase Rem, in cui vi è una notevole dose di apprendimento e dove ci sono i sogni più complicati, deve avere una giusta durata, almeno 2 ore, 2 ore e mezzo. Il sonno profondo è fondamentale per recuperare le fatiche della giornata sul piano fisico. La causa del poco sonno profondo è sempre un’alterazione dei centri della veglia”.