Sclerosi multipla: modello per patologie croniche complesse

I medici attualmente oltre a doversi confrontare con le patologie e le malattie devono affrontare anche altri ostacoli. I professionisti della sanità infatti devono specializzarsi anche nella gestione manageriale della cura.

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Il neurologo e gli altri professionisti della sanità oggi non devono più sconfiggere solo le malattie; ma devono affrontare sfide che riguardano la gestione manageriale della cura, soprattutto nel caso delle malattie croniche ad alta complessità, come la Sclerosi Multipla (SM).

Proprio per le peculiarità di questa patologia e la multi professionalità nella gestione del paziente, nel 2013 nasce il MSMLab Multiple Sclerosis Management Lab; frutto della partnership consolidata tra SDA Bocconi School of Management, Biogen Italia e la Società Italiana di Neurologia; che riunisce i protagonisti della cura della sclerosi multipla: neurologi, direttori di aziende sanitarie e farmacisti ospedalieri.

I lavori del MSMLab hanno reso evidente come gestire la SM rappresenti una sfida per la ricerca scientifica e i sistemi sanitari universalistici, e hanno sottolineato la necessità di figure professionali che possiedano competenze manageriali.

Ai clinici viene oggi richiesta una partecipazione alla gestione dei processi organizzativi; ad esempio sul lato, del miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza, dell’aumento dell’integrazione tra diverse figure professionali a fronte del contenimento dei costi.

Le tre iniziative formative

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In una situazione di stress economico, il SSN ha bisogno di una classe di dirigenti medici sempre più competenti dal punto di vista manageriale; con ruoli che vanno dalla programmazione all’organizzazione e al controllo della propria unità.

L’insieme degli interventi promossi da Biogen Italia e SDA Bocconi School of Management ha contribuito ad aumentare la consapevolezza dei neurologi del ruolo manageriale di cui sono portatori. Il risultato è una classe di neurologi che parla un linguaggio comune, che condivide la visione di contesto, e che può diventare una forza trainante nell’affrontare i problemi di miglioramento dell’efficienza e dell’appropriatezza nell’erogazione delle prestazioni legate alla sclerosi multipla.

Il progetto è articolato in tre tipologie di iniziative formative:

  •  La ricerca su PDTA aziendali e reti cliniche per la sclerosi multipla;
  • Workshop dedicati a neurologi, farmacisti ospedalieri e direzioni aziendali, all’interno dei quali vengono condivise esperienze e best practices delle diverse realtà regionali;
  • Publishing, attività divulgativa dei risultati del MSMLab.

 Le sfide del MSMLAB

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Diversi modelli organizzativi –  I professionisti, coadiuvati dai docenti di SDA Bocconi School of Management, hanno individuato diversi modelli per la gestione delle cronicità ad alta complessità, studiando soluzioni come l’integrazione tra ospedale e territorio: la collaborazione tra centro SM e medici di base, la pianificazione di visite ed esami clinici per evitare manifestazioni acute, iniziative integrate che puntano alla definizione della miglior qualità di cura possibile in armonia con il necessario traguardo del contenimento dei costi.

Il paziente al centro – La compliance dei malati di SM è molto alta, tuttavia restano le problematicità per il paziente che deve seguire iter burocratici spesso lunghi e complessi per seguire la terapia. Grazie agli esempi pratici, sono state formulate ipotesi su come gestire al meglio la presa in carico dei pazienti per sollevarlo il più possibile da incombenze burocratiche;  per evitargli spostamenti inutili grazie alla collaborazione di medico di base e delle strutture territoriali più vicine. Infine, coordinare i professionisti intorno al paziente è la sfida della medicina moderna.

Cercare le migliori soluzioni per il malato – La sclerosi multipla rappresenta un modello di studio per molte patologie croniche ad alta complessità: è la patologia neurologica più comune tra i giovani adulti.
Nel mondo ne soffrono circa 2,5/3 milioni di persone.
La malattia viene diagnosticata ai pazienti tra i 20 e i 40 anni di età. In Italia colpisce circa 72.000 persone, con 2000 nuovi casi stimati ogni anno e un rapporto tra donna e uomo di 2,5 a 1. Nella popolazione giovane adulta la SM rappresenta una delle più frequenti malattie infiammatoria croniche e rappresenta la principale causa di disabilità neurologica nella popolazione adulta dei Paesi occidentali.

Questa patologia interessa diversi distretti dell’organismo, con conseguente, necessario coinvolgimento di più specialisti e di numerosi esami clinici; la sfida è riuscire a coordinare i vari professionisti sotto un’unica regia che, possa garantire al malato la migliore cura possibile.