Sclerodermia: cause e sintomi

Jenny Bertoldo
  • Appassionato di Medicina e Salute

La sclerodermia è una malattia autoimmune cronica, che nonostante la diffusione oggi è ancora poco conosciuta. Questa malattia è caratterizzata da un ispessimento della cute a causa di un accumulo di tessuto connettivo fibroso. 

Sclerodermia: cause e sintomi

La sclerodermia può causare ispessimento cutaneo ma anche problemi agli organi interni (come polmoni, cuore e apparato digerente). Essa infatti può essere localizzata detta anche sindrome CREST e quindi attaccare solo la pelle.

Può però anche essere sistemica (nota anche come sclerosi sistemica), e intaccare anche gli organi interni causando ovviamente maggiori rischi per la salute. Essa si deve a una eccessiva produzione di collagene dovuto forse a un malfunzionamento del sistema immunitario.

Nella sclerodermia, una infiammazione anomala induce i fibroblasti a produrre collagene in eccesso causando un ispessimento (fibrosi) della pelle o di organi interni come il sistema respiratorio e digerente.

Fra le cause sembrano esserci: iperattività del sistema immunitario; alterazioni dei vasi sanguigni; aumento della deposizione nei tessuti di collagene. Questi fenomeni sarebbero dovuti prevalentemente a una predisposizione genetica allo sviluppo della malattia, con maggiori casi riscontrati tra le donne e, in genere, nella fascia di età compresa tra i 20 a i 50 anni.

 Sclerodermia: come si manifesta?

Sclerodermia: cause e sintomi
I sintomi più noti della sclerodermia sono: indurimento e ispessimento della cute; fenomeno di Raynaud, dolori articolari diffusi; bruciore di stomaco e disfagia; contrattura delle dita. La malattia, specie in soggetti di età avanzate, viene spesso diagnosticata tardi e confusa con altre patologie o come semplice conseguenza dell’invecchiamento.

La malattia si manifesta con ispessimento della cute delle mani, soprattutto delle dita (sclerodattilia), per poi estendersi poi ad altre aree del corpo. In genere vi sono macchie ovali di colore rosso-violaceo che poi sbiadiscono causando prurito. La pelle malata sviluppa rughe e perde eventuali peli. Spesso si sviluppano ulcerazioni e accumuli di calcio presenti sotto la pelle molto dolorose.

Se la malattia viene riconosciuta per tempo è molto più facile agire e bloccarla. Ad oggi non esistono cure adeguate ma è possibile assumere cortisonici per ridurre il dolore e l’infiammazione. Le ricerche stanno però portando alla creazione di un farmaco specifico.