Citrobacter: cos’è e i rischi

Vito Girelli
  • Dott. in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa

È stato recentemente isolato per la prima volta in Italia dal gruppo dei Microbiologi di Lecco, Siena e Firenze un batterio molto comune, il Citrobacter, diventato resistente a quasi tutti gli antibiotici (tranne la colistina). Tale microrganismo è presente nell’intestino ma determina soprattutto infezioni delle vie urinarie ed è molto diffuso a tutti il livelli: ospedali e territorio.

BATTERIO

Altrettanto pericolose anche le infezioni da batteri Klebsiella Pneumoniae, che colpiscono il 23% dei pazienti ospedalizzati e il 4,8% in quelli non ospedalizzati.

Tra le cause di contagio, anche la scarsa igiene delle mani: “Secondo una ricerca europea l’Italia è il paese europeo in cui si fa meno uso di salviette bagnate con l’alcol. Il non lavarsi correttamente le mani aumenta la probabilità di contagio del 50%”, spiega Marco Tinelli, direttore dell’Azienda Ospedaliera di Lodi e componente del Consiglio Nazionale della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Quali sono le infezioni più comuni?

POLMONITI

Sono 4.100mila circa i pazienti della Comunità Europea che vengono colpiti da infezioni legate all’assistenza sanitaria con una stima di 147mila morti ogni anno. Le infezioni più frequenti sono le polmoniti, soprattutto quelle legate alle comunità e agli ospedali, le post chirurgiche e le infezioni urinarie il 19%. Particolarmente frequenti anche le infezioni dell’apparato circolatorio (10,7%) e gastrointestinale (7,7%).

L’Italia è tra i paesi della comunità europea con le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici (percentuali che vanno dal 25% a oltre il 50%), ed è anche il paese dove circolano più batteri resistenti a tutti gli antibiotici. “Stiamo affrontando sia a livello globale che locale delle emergenze epidemiologiche, in alcuni casi drammatiche, causate dalla sempre più grande diffusione di ceppi batterici con sensibilità a poche o addirittura nessuna classe di antibiotici”, sottolinea Tinelli.

Secondo uno studio della SIMIT di prossima pubblicazione, il 54% dei ricoveri in tutte le unità operative di malattie infettive d’Italia sono dovuti a infezioni batteriche.

Il fenomeno della diffusione delle infezioni e della multiresistenza agli antibiotici è stato affrontato durante il 5° Congresso Internazionale AMIT, Argomenti di Malattie Infettive, appena conclusosi a Milano.