Salute cuore: legame tra infarto e deficit di vitamina D

-
02/03/2021

La vitamina D è essenziale  per la salute delle ossa. Ma sapevate che questa vitamina ha un ruolo fondamentale anche in diverse patologie tra cui quelle cardiovascolari?

zakynthos-1252271_1920


Nota per il ruolo essenziale nella salute delle ossa, la vitamina D, che l’organismo ottiene dal cibo o produce attraverso la pelle esposta ai raggi solari, guadagna nuovamente l’attenzione degli specialisti per la relazione con alcune forme di tumori, malattie infettive, autoimmuni e cardiovascolari.

Non solo la sua carenza sarebbe associata a un aumentato del rischio di infarto e insufficienza cardiaca acuta, ma ne peggiorerebbe anche gli esiti e le conseguenze.

La ricerca del Centro Cardiologico Monzino

mature-man-posing-with-closed-eyes-and-touching-his-chest-feels-pain-in-heart-needs-treatment-has-heart-attack-after-playing-sports

La conferma arriva da uno studio prospettico del Centro Cardiologico Monzino, condotto su 814 pazienti ricoverati per infarto miocardico, e pubblicato sulla rivista scientifica Medicine.


Leggi anche: Infarto: cellule staminali embrionali per curare i malati

“L’80% dei pazienti colpiti da infarto presenta un deficit, totale o parziale, di vitamina D. Inoltre, chi ha i valori più bassi sviluppa una peggiore progressione della malattia nel tempo, un aumentato rischio di mortalità e maggiori complicanze cliniche intra-ospedaliere e a un anno dal ricovero”

dichiara Giancarlo Marenzi, Responsabile della Terapia Intensiva Cardiologica e coordinatore dello studio.

Una riprova è il dato con cui è stato dimostrato come gli infarti siano più frequenti nei mesi invernali e come la loro incidenza nella popolazione aumenti via via che dall’equatore si sale verso il polo: da qui l’ipotesi di un collegamento con la vitamina D, che è attivata dal sole.

Oltre alla latitudine e alla stagionalità, ci sono però altri fattori che influenzano la quantità della vitamina nel sangue, come il colore della pelle (i fenotipi scuri ne hanno meno) e la presenza di albumina.

bikini-1416945_1920

Ultimo fattore, ma non per importanza, l’esposizione al sole:

“Basterebbero dieci minuti al giorno, specialmente nei mesi estivi, per permettere alla pelle di produrre la vitamina D e ‘immagazzinarla’, facendone scorta per l’inverno”

dichiara Monica De Metrio, cardiologo del Centro.

Specificando che solo il 20% dell’apporto arriva dall’alimentazione (soprattutto fegato, merluzzo, uova e formaggi), la specialista ricorda che l’integrazione della vitamina D “va assunta solo in presenza di un deficit accertato attraverso un esame del sangue e sotto controllo medico”.


Potrebbe interessarti: Trombosi: come evitare Ictus, Infarto ed Embolia nel 30% dei casi

Il prossimo passo del mondo scientifico è rivolto ad indagare se questa integrazione possa diventare una componente di cura per l’infarto.


Caterina Mora
Laureata in Biologia della nutrizione
Beauty consultant
Wellness consultant
Suggerisci una modifica