Rotavirus: prevenzione e diagnosi

Il rotavirus è l’agente virale responsabile della maggior parte dei casi giovanili di gastroenterite ed è un comune virus trasmissibile in vari modi. Nel mondo è molto diffuso, ma conoscerlo può aiutarci a prevenirne gli effetti.

Rotavirus: prevenzione e diagnosi

La gastroenterite da rotavirus si presenta con vari sintomi: nausea, vomito, stato febbrile e diarrea acquosa. Ma ciò che più spaventa è la disidratazione, che può portare a gravi complicazioni se non è curata per tempo.

La gastroenterite è in genere causata dal rotavirus, l’agente biologico che rappresenta la principale causa di gastroenterite nei neonati e nei bambini, formato da diverse molecole di RNA a doppia elica, e appartenente alla famiglia virale nota come Reoviridae.

La gastroenterite è un‘infiammazione dello stomaco e dell’intestino che in genere  ha un’origine infettiva; tuttavia, in alcuni casi, può insorgere per effetto dell’ingestione di metalli tossici, farmaci, piante o funghi.

Il rotavirus venne scoperto al virologo Australiano Ruth Bishop e dal suo team di colleghi relativamente tardi: nel 1973. Il termine scientifico venne introdotto un anno dopo da un altro virologo, un certo Thomas Henry Flewett, che al microscopio elettronico notò la forma tonda del rotavirus.

Ad oggi questo terribile virus causa ogni anno milioni e milioni di infezioni, causando circa 2 milioni di ospedalizzazioni e la morte di quasi 453.000 bambini sotto i 5 anni di vita. Per fortuna esistono i vaccini contro il rotavirus, e ogni anno i vaccinati crescono riducendo così l’espansione della pandemia.

Rotavirus: si può prevenire la gastroenterite?

Rotavirus: prevenzione e diagnosi

Il rotavirus si diffonde tramite la via oro-fecale, ma anche con il contatto fisico con mani, superfici, cibi od oggetti contaminati, infine anche tramite le vie respiratorie. Infatti il virus resta attivo nell’ambiente per un periodo di tempo che va dai 9 ai 19 giorni.

Il tasso di incidenza del virus è lo stesso nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo e di quelli industrializzati. In genere sono più a rischio d’infezione da rotavirus sono i bambini di età compresa tra i 3 e i 35 mesi.

Dopo un periodo d’incubazione di 14-15 giorni circa il primo sintomo è un lieve stato febbrile, con nausea e vomito; in un secondo momento compaiono episodi ricorrenti di dissenteria e forti dolori addominali.

Il rischio maggiore è la disidratazione per cui si deve subito somministrare al soggetto liquidi a base di acqua, sali minerali e zuccheri o se troppo grave per via endovenosa. La disidratazione può persino portare alla morte in casi gravi. L’unica forma di prevenzione è il vaccino, oggi disponibile solo in 28 paesi.