Ringiovanire lo sguardo: le nuove tecniche

Arianna Preciballe
  • Appassionato di Medicina e Salute

La chirurgia sta facendo ogni giorno passi in avanti e anche per quanto riguarda lo sguardo ci sono ad oggi varie tecniche che permettono di apparire subito più giovani!

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Occhi invecchiati, appesantiti, “chiusi” da palpebre troppo pesanti? Da molti anni, la risposta della chirurgia plastica è una sola: blefaroplastica, cioè l’intervento che permette di eliminare la pelle in eccesso, ma anche i tessuti più profondi e il grasso che si è accumulato in zona con il passare del tempo.

La tecnica è sempre valida, ma vede oggi alcuni correttivi, trattamenti in più che permettono di migliorare ulteriormente il risultato.

“Di solito, con gli anni si assiste all’aumento dei tessuti delle palpebre superiori e alla comparsa, soprattutto in chi è predisposto, delle caratteristiche borse sotto gli occhi”

dice Marco Klinger, professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Milano – Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI).

“Allo stesso tempo, però, si può verificare uno ‘svuotamento’ nella regione al confine tra la palpebra inferiore e lo zigomo. In questo caso, la blefaroplastica non basta, bisogna riempire questo solco”.

I modi per farlo sono due: il lipofilling e le iniezioni di acido ialuronico.

Riempimento permanente delle rughe

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“Con il lipofilling si utilizza il grasso stesso del paziente, che viene prelevato di solito dall’addome o dai fianchi, depurato e poi trasferito con piccoli aghi nella nuova sede. Il risultato è un maggiore “imbottimento” della zona, e in modo definitivo. Infatti, il grasso trasferito attecchisce nella nuova sede, viene vascolarizzato e – a parte una percentuale che non sopravvive al trattamento e viene eliminato dall’organismo – entra per sempre a far parte dei tessuti.

Nel caso della regione attorno agli occhi, però, il lipofilling presenta dei rischi, in quanto si tratta di una zona estremamente sensibile e reattiva. Insomma, i risultati possono non essere così dolci, sfumati e naturali come si vorrebbe, con l’aggravante di essere definitivi

mette in guardia Klinger.

Una soluzione soft: l’acido ialuronico

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Più “tranquillo”, invece, il trattamento con l’acido ialuronico, filler riassorbibile naturalmente presente nel nostro organismo.

“Se il lipofilling causa dei lividi, per quanto piccoli e riassorbibili, l’acido ialuronico viene sempre ben tollerato dall’organismo e praticamente non lascia segni, se non quelli positivi che si volevano ottenere”.

E anche se il risultato non fosse quello sperato, poi, nessun problema, innanzitutto perché l’acido ialuronico ha un antidoto, l’ialuronidasi, che ne determina lo scioglimento. ”

“Oppure basta solo avere un po’ di pazienza, in quanto l’acido ialuronico viene naturalmente riassorbito dai tessuti in 6 mesi, nel caso di formulazione a bassa densità, oppure in 18 mesi, quando si è impiegato quello ad alta densità. Quest’ultimo, più “resistente” e più duraturo, non viene però utilizzato solitamente nella delicatissima regione degli occhi”.

Chirurgia estetica delle palpebre

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Quanto alla blefaroplastica vera e propria, si tratta di un intervento eseguito in day hospital e anestesia locale, che può coinvolgere le sole palpebre superiori (in questo caso si parla di blefaroplastica superiore), quelle inferiori (blefaroplastica inferiore), oppure entrambe.

Le cicatrici sono praticamente invisibili: sulle palpebre superiori sono nascoste quando l’occhio è aperto, mentre su quelle inferiori si trovano sotto le ciglia, risultando così perfettamente mascherate.

“In persone giovani, in cui il problema sono le borse sotto gli occhi, si può ricorrere alla blefaroplastica transcongiuntivale, con incisione nella parte interna della palpebra, quella a contatto con l’occhio, senza quindi nessun segno esterno“.

In ogni caso, lividi e gonfiori scompaiono entro i 10 giorni dall’intervento, mentre chi lo desidera può ricominciare a truccarsi dopo 3-6 giorni, cioè non appena tolti i punti.