Ridurre il cancro al colon-retto con la aspirina: ricerca rivoluzionaria ma non perseguibile ora

Un recente studio italiano pubblicato sulla rivista Cancer dell’American Cancer Society ha approfondito il legame tra l’uso dell’aspirina e una ridotta incidenza di cancro al colon-retto, evidenziando un interessante meccanismo immunitario coinvolto in questo effetto protettivo.

Da oltre tre decenni, l’aspirina è stata associata a una diminuzione del rischio di sviluppare cancro al colon-retto, principalmente attraverso studi osservazionali su persone che la usavano per prevenire problemi cardiovascolari. Tuttavia, fino ad ora, non erano chiare le basi di questa correlazione né erano state modificate le indicazioni mediche per l’uso dell’aspirina, considerando anche i potenziali effetti collaterali.

Il nuovo studio condotto dall’Università di Padova e dall’Azienda Ospedale Università di Padova, finanziato dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, fa parte del progetto Immunoreact. Questo progetto si focalizza sul ruolo del microambiente immunitario nei tumori del colon-retto.

I ricercatori hanno osservato che i pazienti con cancro colorettale che assumevano regolarmente aspirina mostravano una minore diffusione del tumore e una maggiore presenza di cellule immunitarie all’interno del tumore stesso, suggerendo una risposta immunitaria più efficace.

L’aspirina protegge dal cancro

Particolarmente interessante è il ritrovamento che l’aspirina aumenta l’espressione di CD80, una proteina che co-stimola l’attivazione dei linfociti T, essenziali nella lotta contro le cellule tumorali. Questo suggerisce che l’aspirina potrebbe aiutare a mantenere un ambiente immunitario più attivo contro le cellule cancerogene.

Nonostante questi dati promettenti, l’uso dell’aspirina come strategia preventiva per il cancro al colon-retto non è attualmente raccomandato nella pratica clinica a causa della mancanza di linee guida specifiche e dei possibili effetti collaterali, come l’azione antiaggregante piastrinica che può portare a complicazioni. Pertanto, è fondamentale interpretare questi risultati con cautela e non considerarli un avallo all’uso dell’aspirina per la prevenzione del cancro al colon-retto.

In sintesi, il nuovo studio fornisce spunti significativi che possono contribuire a una migliore comprensione delle proprietà dell’aspirina e del suo potenziale impiego futuro nella prevenzione e nel trattamento del cancro al colon-retto, sempre nel contesto di un’attenta valutazione medica e scientifica.