Reflusso gastroesofageo: nuove soluzioni chirurgiche

Con la consulenza del prof. GUIDO COSTAMAGNA, professore Ordinario di Chirurgia Generale e direttore dell’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva Chirurgica del Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma; scopriamo le nuove soluzioni al reflusso gastroesofageo. 

Image of unhappy woman suffers from stomachache after eating spoiled food, feels discomfort in belly, has disorder, wears casual clothes, models against pink background. Painful disease conccept

Colpisce ben 2 persone su 10 nei Paesi occidentali e 7 milioni di italiani in maniera più o meno cronica. È il reflusso gastroesofageo, “Una malattia – spiega il professor Guido Costamagna – caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico dallo stomaco all’esofago e, talvolta, fino alla bocca. Si tratta, in realtà, di un fenomeno che si verifica quotidianamente, anche nei soggetti che non presentano disturbi, e che diventa patologico nel momento in cui gli episodi sono molto frequenti e fastidiosi.

Quando si scatena la patologia

Solo in casi rari, per fortuna, il reflusso gastroesofageo può però determinare complicanze, come erosioni e ulcere sulla mucosa esofagea fino a provocare l’esofago di Barrett, cioè la trasformazione della mucosa esofagea in mucosa simile a quella dell’intestino, più resistente ai fattori aggressivi.

È un meccanismo di difesa messo in atto dall’esofago per far fronte all’insulto prolungato del reflusso. Viene diagnosticato mediante biopsie per evitare il rischio di trasformazione in alterazioni più gravi come, per esempio, il cancro all’esofago. Il trattamento è generalmente farmacologico. Ma oggi c’è una novità: un intervento mininvasivo che garantisce risultati molto soddisfacenti nella risoluzione del disturbo.

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La novità chirurgica

L’operazione si esegue per via laparoscopica ed è riservata a quei pazienti che non trovano beneficio nell’assunzione di farmaci o che desiderano sospenderne l’assunzione. Lo scopo dell’intervento è quello di migliorare la forza di chiusura del cardias (struttura muscolare a valvola situata tra esofago e stomaco) per mezzo di un manicotto creato intorno all’esofago con una parte dello stomaco.

Questo intervento è eseguibile in laparoscopia (5 piccoli buchi sull’addome, operando dall’esterno) e i risultati a lungo termine sono soddisfacenti (con percentuali di successo vicine all’80-90%, anche a distanza di tempo). Estremamente innovativa una nuova tecnica di intervento che prevede l’accesso dalla bocca di una cucitrice ad ultrasuoni.

Si chiama Medigus Ultrasonic Surgical Endostapler (Muse) e unisce una cucitrice chirurgica a una videocamera miniaturizzata. L’intervento, meno invasivo di quello eseguito in laparoscopia, prevede un’anestesia totale o una sedazione profonda per tenere sotto controllo il respiro del paziente.

Non può, però, essere effettuato su pazienti con una grossa ernia iatale (superiore ai 2 cm). Al momento, data la novità della tecnica Muse, non ci sono ancoradati circa la sua percentuale di successo a distanza di tempo.

L’aiuto dalla tavola

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Ci sono alimenti da limitare per evitare l’aggravarsi dei sintomi e prevenire il reflusso. Evita, pertanto, i cibi grassi o fritti, olii, cioccolato, menta piperita, menta verde e latte intero. Anche agrumi e succhi di agrumi, caffè (normale e decaffeinato) e pomodoro irritano la porzione inferiore dell’esofago e devono essere limitati.

La muscolatura dell’esofago può essere indebolita anche da altri fattori come il fumo, le gomme da masticare e le caramelle dure. Altre raccomandazioni sono: mangiare porzioni piccole di cibo durante i pasti; non andare a letto dopo il pasto ed elevare la testata del letto di 20-30 cm.