Pillola anticoncezionale: vantaggi e svantaggi dell’utilizzo

La pillola contraccettiva, o anticoncezionale, fece il suo debutto ormai 60 anni fa. Da allora, però, si è evoluta e migliorata e ad oggi è uno degli anticoncezionali più sicuri e usati al mondo!

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Il grande problema delle pillole contraccettive delle prime generazioni erano gli effetti collaterali, che talvolta portavano all’abbandono di questo metodo.

L’estrogeno infatti può essere colpevole della ritenzione dei liquidi, con un aumento anche di tre chili, del gonfiore e della tensione al seno. I progestinici, invece,  possono essere responsabili del calo del desiderio sessuale.

Rispetto a 60 anni fa, però, la ricerca ha messo a punto principi attivi con dosaggi sempre più bassi, a tutto vantaggio del corpo. E a differenza di quanto magari potresti credere, questo non va a scapito della copertura contraccettiva.

Insomma, puoi stare tranquilla e hai anche il vantaggio di non accorgerti quasi più della sua presenza nel tuo organismo.


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Pillola contraccettiva: quale scegliere 

La pillola contraccettiva compie cinquant’anni PRONTO

Anche se le pillole più recenti sono “a basso dosaggio” ormonale alcune donne possono avvertire problemi persino con questo prodotto. Si tratta di organismi molto sensibili, che sentono la presenza, seppure minima, di sostanze differenti da quelle fisiologiche.

Proprio pensando a questa fascia di donne la ricerca è riuscita ad andare ancora oltre e dopo 15 anni di studio sono stati messi a punto un estrogeno e un progestinico che “ricalcano” le stesse caratteristiche di quelli fisiologici, cioè di quelli che vengono prodotti dall’organismo della donna.

L’estrogeno e i progestinici contenuti nelle pillole sono calibrati in modo da seguire le quattro fasi ormonali che si succedono nell’arco dei 28 giorni. La donna non deve fare nulla, ma solamente seguire come sempre la successione delle pillole nel blister. Le prime due sono solo a base di estrogeni, poi ce ne sono cinque con un dosaggio uguale di estrogeni e progestinico, quindi per diciassette giorni con meno estrogeni e più progestinico, e infine due con solo una quantità bassa di estrogeni.”

ha spiegato Rossella Nappi, ricercatrice all’Università di Pavia presso l’Endocrinologia Ginecologica della Fondazione Maugeri di Pavia.

A differenza delle abituali pillole, questa “nuova” compressa si prende per 26 giorni anziché per 21, più due giorni di placebo. Il breve intervallo libero da ormoni è più che sufficiente a garantire la comparsa delle mestruazioni.

Anche con le nuovissime formulazioni, però, non ti dimenticare mai che oggi come allora, valgono sempre le stesse controindicazioni. 


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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