Parkinson: conoscere i sintomi per una diagnosi precoce

Conoscere il Parkinson per combatterlo più efficacemente. È questo l’obiettivo della giornata nazionale che si svolge il 28 Novembre in tutta Italia, organizzata da Limpe e Dismov-Sin (Associazione Italiana Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento).

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Le persone colpite dal morbo di Parkinson in Italia sono circa circa 250mila  e si manifesta in genere a partire dai 60 anni, ma sempre più di frequente ne risultano affette persone anche più giovani. Secondo gli specialisti, la diagnosi precoce è un’arma in più contro la malattia, i cui sintomi si riescono a tenere sotto controllo a lungo.

Parkinson: che cos’è?

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Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa ad evoluzione lenta ma progressiva, che si manifesta clinicamente quando nel cervello diminuisca la produzione di dopamina (un neurotrasmettitore), a seguito della degenerazione dei neuroni, le cellule nervose che la producono.

Diverse possono essere le cause dietro a questo processo di distruzione delle cellule e probabilmente si tratta della combinazione di più fattori di rischio. La malattia coinvolge principalmente le funzioni legate al controllo dei movimenti e dell’equilibrio. La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite “Disordini del Movimento” e tra queste è la più frequente.


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I sintomi del Parkinson sono noti ormai da migliaia di anni, ma il  nome è legato al farmacista londinese James Parkinson che, nei primi dell’800, descrisse per primo i sintomi della malattia in un famoso libretto, il “Trattato sulla paralisi agitante”.

Sintomi e possibili cause del Parkinson

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La malattia, sopra i 60 anni, colpisce circa il 2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.  Si riscontra in tutto il mondo ed in entrambi i sessi, con una lieve prevalenza, forse, in quello maschile. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni.
Prima dei 20 anni è estremamente rara.

Sintomi del Parkinson

I principali sintomi della malattia sono a livello motorio, il tremore a riposo, la rigidità, la lentezza dei movimenti automatici e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale con perdita di equilibrio; questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell’altro).

All’inizio della malattia i sintomi non sono sempre evidenti e il tremore non si manifesta sempre; la progressione è tipicamente lenta e non sempre evidente, se non da chi è a stretto contatto con il malato. Ci sono poi tutta una serie di sintomi “non motori” che si evidenziano spesso nella fase iniziale della malattia e che si manifestano con disturbi dell’umore, della cognitività, dell’olfatto, del sonno,  e con affaticamento e dolori.


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Cause del Parkinson

Le cause della malattia di Parkinson non sono ancora note, ma sono sicuramente collegate alla predisposizione genetica e all’esposizione ambientale a sostanze tossiche, come pesticidi e idrocarburi.

La diagnosi precoce diventa fondamentale per poter intervenire e garantire adeguati trattamenti tempestivi per garantire una buona qualità di vita del paziente.