Fibromialgia: cause, sintomi e terapie

Che cos’è la fibromialgia e quali sono i suoi sintomi? Scopriamo una malattia invisibile, come si presenta e quali sono le terapie farmacologiche e non che si possono applicare

Fibromialgia

Sconosciuta fino a pochi anni fa, la fibromialgia è oggi oggetto di numerosi studi che stanno portando all’individuazione di terapie nuove ed efficace e che aiutano a fare luce sull’origine di questa malattia.

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia cronica che provoca dolore  diffuso, rigidità muscolare e astenia ( indebolimento e stanchezza ingiustificate da uno sforzo fisico). I numerosi studi svolti hanno apportato nuove conoscenze, come ad esempio che la fibromialgia è maggiormente diffusa tra le donne (che rappresentano circa il 90% dei malati) e che può comparire a qualsiasi età, ma il picco si colloca tra i 40 e i 60 anni, con importanti ripercussioni sull’attività lavorativa e sul piano socio-affettivo.


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Fibromialgia: cause

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La causa specifica all’origine della fibromialgia non è ancora nota, ma si ritiene possa dipendere da diversi fattori (biochimici, genetici, neurochimici, ambientali, ormonali, psicologici ecc.). Molti degli studi condotti hanno però rilevato

“alterazioni del rilascio dei neurotrasmettitori (sostanze che favoriscono la comunicazione tra le cellule del sistema nervoso), ipersensibilizzazione del sistema nervoso centrale, alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi, alterazioni nel rilascio di molecole pro-infiammatorie, alterazioni dell’equilibrio tra sostanze ossidanti e anti-ossidanti“.

Sembra certa invece una predisposizione genetica dei pazienti, evidenziata da anomalie dei recettori coinvolti nei processi di elaborazione del dolore: i pazienti presenterebbero infatti una amplificazione della percezione del dolore a livello centrale. Riscontrata anche la predisposizione da parte di soggetti con patologie psichiatriche quali l’ansia, la depressione, il disturbo post-traumatico da stress e la somatizzazione.

Fibromialgia: terapie farmacologiche e non

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“La fibromialgia si può curare con successo, proprio perché sono stati chiariti i meccanismi all’origine della malattia”, continua il professor Perricone. “Negli ultimi anni sono stati infatti sviluppati farmaci particolarmente efficaci, in grado di aumentare l’attività di molteplici neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina. Vengono somministrati in associazione con farmaci miorilassanti, cioè che agiscono sulla tensione muscolare, riducendola o addirittura risolvendola. Inoltre si utilizzano anche terapie non farmacologiche che intervengono positivamente sull’iperattività neurovegetativa presente nella fibromialgia”.

Fra le terapie fisiche che vengono spesso consigliate è stata però  documentata l’efficacia soltanto per la TENS (Stimolatore elettrico transcutaneo dei nervi) e per il biofeedback elettromiografico, metodica quest’ultima però poco diffusa.


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La Tens agisce stimolando i nervi attraverso scariche elettriche prodotte da elettrodi applicati sulla pelle, mentre il biofeedback elettromiografico monitora l’attività dei vari gruppi muscolari, di cui fornisce lo stato di tensione; il paziente, in possesso di queste informazioni, viene allenato a diminuire la contrazione fino a raggiungere il rilassamento.

“È inoltre estremamente efficace la terapia di rilassamento muscolare”, conclude Perricone, “che può essere effettuata con diverse tecniche, come il training autogeno, la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia ipnotica ericksoniana”.