Nelle case di riposo la sicurezza sanitaria lascia a desiderare

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

Il rafforzamento dei controlli da parte dei Carabinieri NAS presso le strutture socio-sanitarie e ricettive per anziani e disabili hanno dato risultati, purtroppo, negativi.

Nelle case di riposo la sicurezza sanitaria lascia a desiderare

Sul sito ufficiale del Ministero della Salute è appena stato pubblicato un articolo che parla di diverse violazioni riscontrate durante i controlli effettuati nel periodo di Ferragosto dai Carabinieri NAS presso residenze assistenziali assistite (R.S.A.), case di riposo, comunità alloggio e case famiglia.

Su tutto il territorio nazionale sono state ispezionate 351 strutture, di cui ben 70 sono risultate irregolari “Pari al 20% degli obiettivi controllati, contestando 127 sanzioni penali e amministrative, per oltre 40 mila euro”, come specifica il Ministero.

La situazione sanitaria delle case di riposo in Italia: irregolarità e poca pulizia

Nelle case di riposo la sicurezza sanitaria lascia a desiderare

La campagna dei NAS con il Ministero della Salute aveva l’obiettivo di verificare la situazione nelle strutture sopraelencate visto il periodo di aumento della domanda di ospitalità. Anche a causa, in certi casi, di carenza di personale, i NAS hanno riscontrato problematiche serie in svariate strutture italiane “Tra le violazioni più ricorrenti – si legge sul sito del Ministero della Salute – sono state rilevate carenze strutturali ed organizzative delle strutture come la presenza di un numero superiore di anziani rispetto alla capienza massima autorizzata, spesso collocati in ambienti eccessivamente ristretti e situazioni di minore assistenza delle persone ospitate”.

Anche per ciò che concerne la normativa antiinfortunistica e di prevenzione degli incendi sono state riscontrate svariate irregolarità. In alcune strutture anche la situazione sanitaria è stata riconosciuta come inaccettabile, tanto che “È stata proposta l’emissione di provvedimenti sospensivi del funzionamento nei confronti di 14 strutture con criticità strutturali, organizzative e di igiene, da attuarsi con contestuale trasferimento degli anziani presenti presso le famiglie di origine o altre strutture idonee presenti nel territorio”.

Si rimanda alla pubblicazione del Ministero della Salute in cui è presente nel dettaglio ciò che è stato riscontrato in diverse regioni e località della penisola. Casi addirittura di blatte ritrovate nelle cucine delle strutture, senza palare di alcuni operatori trovati in palese stato di ebrezza. Oltre a svariati altri casi riportati che fanno pensare a un maggiore bisogno di controlli per persone spesso impossibilitate a riportare ingiustizie  e disattenzioni e che vivono dove dovrebbero invece essere protette e curate.