Menopausa: atrofia vaginale per il 50% delle donne

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20/02/2021

La menopausa non comporta solamente i classici dolori e bollori inattesi, ma anche una patologia che colpisce il cinquanta percento delle donne in menopausa; gli esperti ci hanno consigliato come prevenire il dolore e il bruciore causato da questa patologia limitante.

Donna,


Bruciore, secchezza marcata, difficoltà nei rapporti intimi, disturbi della sfera urinaria sono gli effetti che caratterizzano l’atrofia vulvovaginale (VVA).

“Sintomi erroneamente sottovalutati – dice Rossella Nappi, professore di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Pavia, Policlinico San Matteo – perché non fanno parte delle grandi conseguenze della menopausa quali l’osteoporosi, le patologie cardiovascolari e le neurodegenerative ma che impattano fortemente sul benessere psico-fisico della donna e sulla vita sessuale della coppia.

Oltre il 50% delle donne in post-menopausa – precisa la specialista – lamenta la patologia dovuta alla minore produzione di estrogeni”. Una diminuzione estrogenica che modifica addirittura l’anatomia delle labbra maggiori e minori, del clitoride, della vagina, dell’uretra e della vescica e può causare anche infezioni urinarie.


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Fermo restando che la maggior parte delle donne adotta sistemi fai-da-te, una buona percentuale preferisce utilizzare terapie locali, a base di creme idratanti e di lubrificanti che:

“se riducono la frizione durante i rapporti sessuali, non hanno dato evidenze scientifiche sulla cura della sintomatologia. Non sono poche le donne che si sono recentemente avvicinate all’utilizzo degli estrogeni vaginali”  avverte la ginecologa.

Le nuove tecniche per alleviare l’atrofia vaginale

Menopausa

La buona notizia riguarda una nuova formulazione orale, particolarmente indicata per quante hanno seguito regimi chemioterapici in conseguenza del tumore al seno.

Si tratta di una molecola (ospemifene) “che agisce sul tessuto uro-genitale da modulatore selettivo del recettore estrogenico, permettendo di curare i sintomi senza stimolare altri tessuti dell’organismo femminile che potrebbero subire un danno dall’azione estrogenica. ”

Le novità terapeutiche relative all’atrofia vaginale sono al centro del 17° Congresso della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica, a Firenze dal 2 al 5 Marzo 2016.

Come dimostrano i dati dello studio europeo REVIVE (Nappi 2015) effettuato su 3768 donne in età post-menopausale (svolto in Italia, UK, Germania e Spagna), il 62% delle donne lamenta che la VVA interferisce sui rapporti intimi e il 72% sul desiderio e sull’attività sessuale.

“Questo è tanto più vero – precisa la prof.ssa Nappi – nelle donne operate, curate e guarite dal tumore al seno, che presentano un tasso molto elevato di atrofia vaginale dovuta ai trattamenti chemioterapici”.