Malattie reumatiche: le nuove terapie

Per coloro che soffrono di malattie reumatiche ci sono alcune nuove terapie che possono aiutare notevolmente i pazienti. Oltre alla terapia occupazionale, è stato osservato che fornire un aiuto psicologico a chi soffre di malattie reumatiche aiuta molto. 

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Una migliore qualità di vita per i pazienti con malattia reumatica è possibile anche attraverso la Terapia Occupazionale, ancora poco conosciuta e diffusa in Italia, il cui scopo è quello di promuovere l’indipendenza funzionale nonostante l’aggressività della malattia e la compromissione articolare che possono ridurre la normale partecipazione alle attività quotidiane, anche lavorative.

“I pazienti hanno un ruolo centrale nella gestione della loro malattia, supportati dall’uso di espedienti educativi e da tecniche di auto gestione, individuate dopo un’attenta valutazione da parte del terapista occupazionale degli effetti della malattia sulla loro vita come dolore, affaticamento, mobilità, partecipazione alle attività sociali, umore – sottolinea la Dott.ssa Bianca Maria Petrucci, Docente di Terapia Occupazionale, Università degli Studi di Milano – La protezione articolare è una comprovata strategia che aiuta a gestire, ad esempio, il dolore nell’artrite reumatoide e rende più facile la performance quotidiana. Per trarre beneficio, il paziente deve acquisire una cultura basata sulla protezione articolare, la conservazione dell’energia e la gestione dell’affaticabilità che implicano un cambiamento di comportamento”.


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La terapia psicologica

PSICOLOGO

Oltre le terapie e la terapia occupazione, la gestione della malattia passa anche attraverso il sostegno psicologico:

“Il percorso cronico della patologia reumatica è un percorso complesso e, spesso, poco compreso – segnala la Dott.ssa Silvia Ostuzzi, Rappresentante ALOMAR onlus – ALOMAR crede che la prevenzione vada ripensata anche in senso psicologico: prevenire o spezzare l’isolamento, che purtroppo è un vissuto comune per chi affronta la vita con una patologia reumatica, è un passaggio fondamentale. L’associazione promuove attività di auto-mutuo aiuto che stimolano chi soffre (ma anche i loro parenti e caregivers) a percorsi di consapevolezza, di condivisione, alla costruzione di una rete di relazioni che aiuti a reagire e – semplicemente – a sentire che non si è soli.”