Mal di testa: combatterlo con la neurostimolazione

Con la consulenza del dottor Giovanni Frigerio, medico anestesista, terapista del dolore, Responsabile del Barolat Neuromodulation Institute Europe di Appiano Gentile (Como) – Casa di Cura Le betulle, oggi parliamo della neurostimolazione, un’ottima alleata per sconfiggere il mal di testa!

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Il mal di testa prima o poi mette a terra un po’ tutti. Per la maggior parte delle persone, il dolore, più o meno intenso, è comunque compatibile con la vita quotidiana.

La sua forma cronica, però, può essere così devastante da diventare invalidante per chi ne soffre, al punto d’impedire i normali svolgimenti di studio e lavoro, e le conseguenze sono facilmente intuibili.

La patologia riguarda il 18% della popolazione, in particolare donne e giovani, per i quali il male riesce a farsi strada in qualsiasi situazione, levando forze e serenità.

La soluzione più a portata di mano, è quella degli analgesici, assunti con l’illusione di poter sconfiggere le fitte con facilità, ma se lì per lì il problema può sembrare risolto, in breve ci si renderà conto di quanto non sia possibile rimediare alla condizione con dei soli calmanti, né pensare di poterli assumere nel tempo.

Cosa fare? Oggi, un nuovo approccio terapeutico è offerto dalla neurostimolazione sottocutanea, la cui efficacia, dimostrata da una ricerca di prossima pubblicazione sulla rivista scientifica Neuromodulation, è stata recentemente resa nota a Las Vegas in occasione del meeting della North American Neuromodulation Society.

In America, la terapia è molto praticata, in Italia è di prassi in pochi Centri specialistici e uno di questi è il Barolat Neuromodulation Institute Europe di Appiano Gentile (Como), dove viene effettuata dal dottor Giovanni Frigerio, medico anestesista e terapista del dolore.

Mal di testa cronico: le cause

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I motivi scatenanti del dolore, che almeno nove persone su dieci provano nel corso della vita, nella maggioranza dei casi non sono noti.

Influisce sicuramente una predisposizione individuale, associata anche allo stress e all’abuso di farmaci antidolorifici, ma l’ereditarietà è uno dei fattori più a rischio: gioca un ruolo importante in almeno un terzo delle cefalee.

La cura

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Inizialmente, chi soffre di attacchi di mal di testa si rivolge al medico curante che prescrive i più comuni analgesici. Man mano gli episodi di dolore aumentano, si richiede il consulto del neurologo che suggerisce terapie più incisive ma sempre di tipo farmacologico.

Il problema è che spesso, queste, si rivelano non sufficientemente efficaci e, a lungo andare, gravate da effetti collaterali fastidiosi: disturbi dell’umore, sindromi depressive, problemi all’apparato cardiocircolatorio.

È solo dopo anni di cure inutili, per le quali il rapporto rischi/benefici si azzera e il dolore ha oramai preso il sopravvento nella quotidianità, che i pazienti si avvicinano ai terapisti del dolore, la cui risoluzione indica la neurostimolazione sottocutanea.

La metodica non presenta effetti collaterali e consente la riduzione, o addirittura la totale sospensione, dei farmaci. Inoltre, è poco invasiva e praticamente priva di rischi.

Neurostimolazione: la tecnica

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La cura, utile anche per il trattamento di altri problemi legati al dolore cronico benigno, come ad esempio il mal di schiena, è particolarmente adatta nel caso le modalità di insorgenza del dolore e il territorio di diffusione siano sempre, o prevalentemente, gli stessi.

La tecnica consiste nell’impiantare uno o più elettrodi sottocute nel punto da cui compare e si dirama il dolore: possono essere zone temporali o frontali, cervicali o nucali, facciali (guance o mento), mono o bilaterali (testa e collo).

Si esegue in anestesia locale più sedazione, o in anestesia generale, secondo la sensibilità soggettiva del punto preciso su cui si deve intervenire.

Quindi, tramite due piccole incisioni cutanee s’inseriscono gli elettrodi. Questi, simili a sottilissimi fili elettrici, sono lunghi da 4 a 8 cm e hanno un diametro di pochi millimetri.

L’introduzione sottopelle dell’impianto, invisibile esternamente, fa avvertire appena un leggerissimo formicolio nella zona stimolata e il dolore è pressoché nullo.

Dopo aver posizionato i primi, temporanei, si verifica l’esito che se positivo, per quanto riguarda il dolore, dopo un paio di controlli eseguiti con i tecnici (programmatori degli impianti), darà l’avvio alla fase definitiva.

Quest’ultimo appuntamento prevede l’inserimento di una piccola batteria sotto pelle che permette l’alimentazione dell’elettrodo.

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