L’osteoporosi: cos’è, come prevenirla e curarla

Secondo la prof.ssa Maria Luisa Brandi, docente di endocrinologia all’Università di Firenze e presidente Firmo (Fondazione Raffaella Becagli) la prima frattura può essere più che un campanello d’allarme per l’osteoporosi! 

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 “Le esperienze degli ultimi 30 anni ce lo confermano: dopo il primo incidente nulla è più come prima, perché frattura chiama frattura. In pratica, chi subisce un primo incidente è destinato a subirne un altro e poi un altro ancora, di dimensioni sempre più gravi e sempre più invalidanti. Prima il polso, durante una qualsiasi attività, poi la colonna vertebrale, mentre si solleva un nipotino, infine la rottura del femore o dell’anca in età più avanzata. E a questo punto, la situazione è quasi senza ritorno, con un rischio di mortalità che eguaglia, per le donne, quello del tumore alla mammella”.

Oltre a insistere su prevenzione e informazione dunque, occorre che le donne siano ben accompagnate in caso di incidenti e spinte a non interrompere le terapie. Spiega ancora Brandi:


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“L’attenzione deve essere costante: prevenzione fin da giovani, visto che la malattia riguarda anche il 25% di chi ha appena superato i 40 anni. Quindi, alla prima frattura, occorre evitare l’escalation degli incidenti attraverso un regolare trattamento farmacologico. Accade troppo spesso, infatti, che la prima piccola frattura venga semplicemente riparata senza fare le opportune indagini sulle condizioni dell’osso e senza prescrivere un trattamento farmacologico, oppure che le terapie vengano abbandonate dopo qualche mese dalla guarigione. Ed è proprio questo l’errore da evitare. Gli studi dimostrano come un giusto trattamento farmacologico proseguito regolarmente nel tempo è in grado di ridurre del 50% il rischio di nuovi incidenti nei pazienti con storie di fratture multiple”.

Osteoporosi: conosciamola meglio

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L’osteoporosi é la perdita più o meno grave di consistenza delle ossa, le quali, indebolendosi, tendono a fratturarsi continuamente. Legata a motivi essenzialmente ormonali, riguarda soprattutto le donne in prossimità della menopausa, anche se il 40% delle quarantenni si trova già in una situazione di osteopenia, ovvero il primo livello di perdita ossea.

Ma l’osteoporosi può colpire anche gli uomini: l’11% degli italiani di età compresa fra i 60 e i 69 e il 18% di quelli che hanno superato i 70 anni; inoltre 34 sessantenni su 100 sono colpiti da osteopenia.

Che cosa favorisce l’osteoporosi?

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Familiarità, eccessiva magrezza, alimentazione sbagliata, specie nell’età di formazione dell’osso (infanzia, adolescenza), eccesso di fumo, alcol, rimozione dell’utero o delle ovaie.

Per le donne, inoltre, l’arrivo della menopausa, perché fa diminuire gli estrogeni che sono di grande aiuto nel processo di rimodellamento osseo. Le donne più a rischio sono quelle che entrano in menopausa precocemente, prima dei 45 anni.

Osteoporosi: come si previene?

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  • Attività fisica costante. L’esercizio permette di mantenere equilibrato il rapporto fra distruzione e neoformazione dell’osso riducendo la perdita di calcio e di raggiungere un adeguato tono muscolare, con conseguente riduzione del rischio di cadute e fratture.

  • Giusta alimentazione. Alimentazione equilibrata e giusti apporti di calcio per tutta la vita, ma in particolare durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quando lo scheletro si forma costituendo il patrimonio che ci accompagnerà per tutta la vita. Sempre, dunque, latte e derivati (anche nella versione scremata, che conserva integralmente la quota di calcio), vegetali, legumifrutta secca e acqua (sia di rubinetto, sia minerale). Importante anche la vitamina D, perché favorisce l’assorbimento del calcio nelle ossa e la cui sintesi a livello cutaneo è potenziata dalle esposizioni solari. Infine pesci grassi, come salmone e aringhe, e carni magre.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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