L’ipotiroidismo e caffè: si può bere anche prendendo farmaci

Un nuovo studio concotto dalla casa farmaceutica Vertice Pharma ha dimostrato come il farmaco liquido assunto da chi soffre di ipotiroidismo non venga in nessun modo alterato dal consumo di caffè.

L’ipotiroidismo e caffè: si può bere anche prendendo farmaci

Chi assume farmaci per l’ipotiroidismo, condizione in cui si trova chi ha la tiroide che non riesce a sintetizzare la giusta quantità di ormoni per rispondere alle esigenze dell’organismo, ha sempre dovuto fare attenzione a consumare caffè, bevanda tanto amata specialmente dagli italiani.

Fino ai risultati del nuovo studio condotto da Vernice Pharma, casa farmaceutica che produce anche un farmaco liquido proprio per la tiroide, non era certo come assumere la bevanda se sotto i farmaci per curare l’ipotiroidismo, e specialmente quanto tempo attendere tra l’assunzione del farmaco e il consumo di caffè.

Sembra invece che grazie ai risultati ottenuti, sia ora possibile consumare caffè in modo che questo non interferisca con il buon funzionamento del farmaco.

Va bene bere il caffè, anche cinque minuti dopo l’assunzione di levotiroxina

L’ipotiroidismo e caffè: si può bere anche prendendo farmaci

Grazie ai risultati ottenuti dopo lo studio di Venice Pharma, ora sarà possibile assumere caffè senza paura di compromettere la terapia farmacologica per chi soffre di ipotiroidismo.

Lo studio è stato condotto su un piccolo campione presentato durante l’incontro annuale della Endocrine Society ad Atlanta, in Georgia. Durante l’incontro, Endo 2022, sono stati mostrati i risultati dello studio in cui si mette in evidenza come il caffè non ostacoli in alcun modo l’assorbimento dei farmaci liquidi per la tiroide.

Lo studio dimostra inoltre come assumere caffè anche solo dopo cinque minuti dall’assunzione del farmaco (levotiroxina) non dia alcuna conseguenza. Finora infatti, il più delle volte ai pazienti viene suggerito di assumere levotiroxina in compresse almeno trenta o sessanta minuti prima di consumare caffè o bevande al caffè. Sembra un nonnulla ma dover pensare a stare attenti anche alla pausa caffè, peggiora lo stress che i pazienti già vivono ogni giorno:

L’adeguamento dello stile di vita necessario per aderire a queste raccomandazioni è spesso gravoso per il paziente e può portare a difficoltà nel raggiungere livelli ideali di ormone tiroideo, con conseguente frustrazione sia per il paziente che per chi fornisce o prescrive il farmaco.

Ha puntualizzato Kris Washington, Direttore medico di Vertice Pharma a Berkeley Heights. Ecco perché la nuova scoperta non può che essere una buona notizia.