Intestino: interazione con il cervello e funzionalità

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11/01/2021

Come può l’intestino lavorare insieme al cervello per il nostro benessere fisico ed emotivo? Scopriamo come i nostri due cervelli insieme possono farci stare bene e come possiamo aiutarli con scelte sane.

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Sappiamo bene come il cervello è l’organo principale del nostro corpo capace di regolare e coordinare le svariate e numerose funzioni del nostro organismo. Nonostante esso sia un organo altamente specializzato, da solo non riesce a controllare tutto per questo motivo per svolgere correttamente e pienamente il suo lavoro, si avvale dell’aiuto di un altro importante organo cioè l’intestino.

Il ruolo svolto dall’intestino è così importante tanto da essergli attribuito l’appellativo di “cervello addominale” o “secondo cervello”. Ovviamente i due cervelli non lavorano l’uno indipendentemente dall’altro, ma si aiutano vicendevolmente: qualsiasi evento, emozione o stress che coinvolge il “primo cervello” influenza inevitabilmente la salute, il benessere del secondo cervello e viceversa.

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Vi sarà sicuramente capitato di dover andare urgentemente in bagno o, viceversa, di avere improvvisamente problemi di stitichezza in seguito ad un evento che ha generato un forte senso di ansia, stress o rabbia. Questa condizione viene definita somatizzazione cioè la trasformazione di disagio psicologico in un’alterazione fisica. Ad essere somatizzato può essere qualsiasi tipo di emozione: non solo quindi sentimenti negativi, ma anche positivi.

Interazione Cervello e intestino

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Questa alterata reazione intestinale è caratterizzata da intense contrazioni della muscolatura, responsabili di fastidiosi dolori; frequentemente compare anche la condizione di diarrea che può alternarsi a periodi di stitichezza. Altri sintomi che si possono presentare sono: gonfiore addominale, difficoltà digestive, meteorismo. Manifestazioni extraintestinali invece sono: tachicardia, sudorazione, insonnia, ansia; a volte anche attacchi di panico.

Se il soggetto viene sottoposto ad accertamenti diagnostici, non risulterà la presenza di alcun stato patologico. Il soggetto presenterà esclusivamente un’alterata motilità intestinale. Il nostro intestino quindi, così come il cervello, elabora tutte le emozioni, ma anche il nostro stile di vita. Qualsiasi variazione che determina un’alterazione del nostro stato emotivo o delle nostre abitudini quotidiane, il nostro corpo risponderà variando la secrezione della serotonina, neurotrasmettitore prodotto sia a livello cerebrale che intestinale. La serotonina è capace di regolare l’umore, il sonno, la motilità intestinale, l’appetito.

Come funziona la flora batterica intestinale

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Oltre a comunicare attraverso il sistema nervoso, il cervello e l’intestino comunicano attraverso la flora batterica intestinale. Grazie ad uno studio condotto dal dottor Peter Konturek del Dipartimento di Medicina del Teaching Hospital of the University Jena, in Germania, e pubblicato sul Journal of physiology and pharmacology, sappiamo che un evento stressante è capace di alterare la flora batterica intestinale, così come i batteri dell’intestino possono influenzare il rapporto tra cervello-intestino variando a sua volta la motilità, la permeabilità e la sensibilità degli organi.

Ciò è reso possibile grazie a diversi meccanismi regolati da un complicato, ma raffinato sistema di neuroni distribuiti lungo tutto l’apparato digerente capace di consentire lo scambio di ormoni con le cellule che compongono la mucosa intestinale, la comunicazione con le cellule del sistema immunitario, ma anche la diretta comunicazione tra batteri e cellule del sistema nervoso enterico.

Come aiutare l’intestino: alimentazione

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Esistono in commercio farmaci che agendo sulla serotonina possono darci una mano. Ma prima di ricorrere all’uso di un farmaco, è preferibile cercare di affrontare lo stress o qualsiasi altro tipo di problema con un atteggiamento diverso.

Per quanto riguarda l’alimentazione, in realtà, non è necessario seguire una specifica dieta in quanto il problema non è strettamente connesso ad una specifica categoria di alimenti; i diversi disturbi sono collegati all’emotività della persona. Possiamo però seguire alcuni piccoli accorgimenti che ci potranno senz’altro aiutare nell’alleviare alcuni sintomi.

Il consiglio principale è quello di ridurre tutti gli alimenti e bevande che possono influire negativamente sulla motilità intestinale oppure possono contribuire ad irritare la mucosa gastrointestinale.
È bene quindi ridurre o addirittura eliminare il latte, dolcificanti, le prugne, le verdure (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, cetrioli, sedano), i cibi ricchi di fibre e quelli integrali, i legumi, le spezie (pepe, peperoncino, paprika, senape, chiodi di garofano), l’aceto, i sottaceti, le salse piccanti, le bevande gasate, zuccherate, alcoliche e superalcoliche soprattutto a stomaco vuoto.

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Ridurre l’apporto di sale, ma anche alimenti che ne contengono elevate quantità perché indurrebbero a sua volta l’assunzione di grosse quantità di acqua. È consigliabile invece mangiare piatti semplici, per niente elaborati, proprio per favorire la digestione. L’attività fisica può aiutare nel regolare la motilità intestinale oltre che rappresentare una valvola di sfogo alla propria ansia o stress.


Paolo Cesarotti
Nutrizionista
Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
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