Iodio: importanza per la salute

Lo iodio è un micronutriente indispensabile per garantire il buon funzionamento della tiroide e assicurare la crescita e lo sviluppo del feto. Quando non è assunto in quantità adeguate può riportare gravi effetti collaterali per la salute sia delle mamme sia del bambino. Vediamo insieme perché lo iodio è così importante.

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Lo iodio è molto importante soprattutto per le giovani donne e i bambini. Secondo il Global Iodine Nutrition Network, diversi Paesi del mondo presentano un livello di assunzione di iodio insufficiente. Ma come capire se si ha o meno una carenza di iodio?

Iodio: importanza per la salute

Una prima valutazione può essere fatta in base all’area dove si abita o si è abitato negli ultimi anni. Tuttavia, le informazioni circa il rischio di inadeguatezza dell’apporto in base al territorio di residenza non sono facilmente reperibili (oltre a richiedere conoscenze scientifiche adeguate). Inoltre, nonostante l’Italia sia circondata dal mare, molte zone sono a carenza iodica perché, diversamente da quanto si possa pensare, lo iodio si mangia, non si respira.

“Questo è il motivo per cui la iodoprofilassi (dieta adeguata e uso di sale iodato) è sempre consigliata, indipendentemente dalla regione di residenza” spiega il Prof. Stefano Mariotti, Professore Ordinario di Endocrinologia e Direttore Dipartimento Scienze Mediche “M. Aresu” Università di Cagliari.

“Lo iodio necessario per una adeguata funzione tiroidea di un adulto è pari a 150 mcg al giorno e si assume tutto con la dieta: crostacei e pesci e, in minor misura, latte latticini e uova. Per raggiungere la quota è sufficiente bere quotidianamente una tazza di latte, utilizzare il sale fino iodato per condire gli alimenti e mangiare pesce marino 2-3 volte alla settimana. Un’importante eccezione è rappresentata dalla donna in gravidanza e durante l’allattamento, quando il fabbisogno di iodio sale a circa 250 mcg al giorno, prosegue l’esperto. Senza l’uso del sale iodato per condire le pietanze, la dieta risulta spesso carente di questo elemento per motivi legati alla catena alimentare delle zone le cui acque contengono basse quantità di iodio”.

Capire se si soffre di carenza di iodio

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Per una conferma in più, basta eseguire una autovalutazione rispondendo a queste semplici domande:

1. Utilizzo per condimento sale iodato?

2. Assumo almeno due pasti a base di pesce alla settimana?

“Se la risposta è sì la carenza iodica può essere esclusa, altrimenti è abbastanza probabile. È fondamentale che ogni donna si ponga queste domande ben prima della gestazione e che, nel sospetto di una carenza, oltre ad utilizzare sale iodato e una dieta appropriata, consideri la possibilità di impiegare un supplemento di iodio anche nei mesi immediatamente precedenti il concepimento. L’integrazione di iodio è indispensabile in caso di regime dietetico vegetariano o vegano o nell’intolleranza al lattosio.”

“Se vi è il sospetto di carenza iodica, è opportuno iniziare immediatamente a utilizzare il sale iodato e ad adottare una dieta adeguata. Inoltre nei 3-4 mesi precedenti alla gravidanza è opportuno associare una dose ulteriore di 50-200 mcg/giorno di iodio. L’integrazione con iodio potrà essere fatta utilizzando preparati multivitaminici ad hoc (che contengono vitamine, ferro, altri minerali e 100 – 200 mcg di iodio/dose giornaliera). Gli integratori multivitaminici rappresentano una buona soluzione pratica, avendo cura di scegliere integratori di qualità. ”, conclude il professor Mariotti.