Inquinamento: effetti devastanti sul cervello di bambini

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

Si parla di inquinamento e degli effetti devastanti per la Terra e per chi la Terra la popola molto spesso, specialmente negli ultimi anni. E a quanto pare gli effetti negativi dell’inquinamento non si conoscono ancora tutti; un nuovo studio parla di un altro effetto collaterale della tendenza umana alla distruzione.

Inquinamento: effetti devastanti sul cervello di bambini

L’essere umano, per quanto imprescindibilmente connesso alla natura e figlio di quest’ultima, ha sempre fatto fatica a rispettare il mondo e ciò che lo circonda. Così si è giunti a una situazione alquanto triste.

Ormai la maggior parte di chi vive nella società attuale avrà sentito parlare almeno una volta di inquinamento, surriscaldamento globale, cambiamento climatico…. . Ma gli effetti di un mondo continuamente messo sotto stress sono ancora più numerosi di quel che ci si aspetta.

Inquinamento e gli effetti negativi per li sviluppo

Inquinamento: effetti devastanti sul cervello di bambini

Un nuovo studio condotto dall’Università di Washington e pubblicato su Environmental Health Perspectives attesta come oltre alle già note conseguenze negative dettate dall’inquinamento atmosferico, quest’ultimo possa seriamente danneggiare i bambini.

I ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di un collegamento tra l’inquinamento atmosferico e i possibili effetti sullo sviluppo del cervello nei più piccoli. Come viene specificato nel comunicato da parte dell’università americana, l’esposizione a determinate sostanze inquinanti tanto nel periodo prenatale quanto dopo la nascita, potrebbe causare seri danni per quanto riguarda sviluppo celebrare dei bambini.

Oltre ai noti problemi ai polmoni che sopraggiungono se esposti a determinati ambienti, l’inquinamento atmosferico può influenzare anche il comportamento infantile e addirittura il QI.

Nello specifico il nuovo studio dimostra come chi sia stato maggiormente esposto al biossido di azoto (NO 2) sia quando ancora nel ventre materno che alla nascita, abbia sviluppato con più facilità determinati problemi comportamentali.

Anche alcune piccole particelle (PM 2,5 ) sarebbero assai negative specialmente per i bambini dai 2 ai 4 anni, in quanto essi hanno manifestato un funzionamento comportamentale e cognitivo meno sviluppato.

Anche in città come Seattle o San Francisco, che hanno molto traffico ma dove i livelli di inquinamento sono ancora relativamente bassi, abbiamo scoperto che i bambini con una maggiore esposizione prenatale a NO 2 avevano più problemi comportamentali, specialmente con l’esposizione a NO 2  nel primo e secondo trimestre.

Ha precisato Yu Ni , autore principale e studioso post-dottorato presso il Dipartimento di scienze ambientali e della salute sul lavoro.