Infarto e ictus: come prevenire

Arianna Preciballe
  • Appassionato di Medicina e Salute

Facendo riferimento ai recenti dati Ocse, secondo cui l’aspettativa di vita degli italiani è di 82,3 anni (contro la media Ocse di 80), che registrano anche la diminuzione delle spese farmaceutiche (circa il 15% negli ultimi 5 anni ), potremmo dedurre che in fatto di prevenzione, per diverse patologie, il nostro Paese stia nettamente migliorando.

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Un vero e proprio fattore vincente, da cui partire per mettere in atto strategia di successo, compresa l’adozione di stili di vita corretti sul fronte delle malattie cardiovascolari che, assieme ai tumori, sono fra le prime cause di mortalità.

Al loro sviluppo contribuiscono diverse cause legate all’età, al sesso, pressione arteriosa, fumo, diabete e colesterolemia.

Ma accanto a fattori di rischio non modificabili, quali età, appunto, sesso e familiarità, ve ne sono altri su cui è possibile intervenire per prevenire l’insorgere di patologie piuttosto comuni, come l’infarto e l’ictus. In primis, adottare uno stile di vita sano che escluda il vizio del fumo e preveda una dieta varia ed equilibrata. 

Ictus: come eliminare i fattori di rischio

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 “Il rischio che ogni persona ha di sviluppare una malattia cardiovascolare dipende dall’entità di diversi fattori: ad esempio gli uomini sono più soggetti delle donne, per le quali il rischio aumenta sensibilmente dopo la menopausa.

Tuttavia un regime alimentare corretto può aiutare concretamente nella prevenzione delle malattie vascolari: consumare pesce almeno due volte a settimana, limitare il consumo di sodio e di grassi di origine animale – come carne, burro e formaggi – e aumentare l’assunzione di fibre contenute in verdura, frutta e legumi; basta seguire questi pochi accorgimenti per mantenere un livello favorevole di colesterolemia e pressione arteriosa, elementi che, se affiancati a una regolare attività fisica, possono veramente fare la differenza”

spiega Adriana Visonà, Presidente SIAPAV, sottolineando il ruolo della dieta in relazione alle patologie vascolari.

“Occorre sensibilizzare e educare il paziente ad alimentarsi nel modo più equilibrato e corretto, senza dimenticare di rivolgere un’attenzione particolare al consumo di alcolici, grassi saturi e sodio, che deve senz’altro essere moderato, e all’attività fisica”.

continua Adriana Visonà.

“Il traguardo a lungo termine che SIAPAV si pone, in termini di prevenzione, si gioca su due fronti: il primo è ovviamente la riduzione degli eventi cardiovascolari e quindi l’aumento della sopravvivenza a queste patologie figlie (anche) degli eccessi alimentari e di un finto benessere; il secondo è quello di limitare al massimo la fruizione di farmaci non solo per tutelare la salute del paziente, ma anche per ridurre all’indispensabile la spesa sanitaria”.