Il caldo può davvero incidere sulla salute mentale?

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

È chiaro a tutti che le ondate di caldo degli ultimi tempi sia anormali. Ma come può affettare mente e corpo un clima a cui non si è abituati? 

Il caldo può davvero incidere sulla salute mentale?

Quando si dice che l’essere umano sia profondamente connesso alla natura di cui è figlio,  viene da sé quanto ogni cambiamento della Terra, del clima, dell’atmosfera possa influire su mente e corpo.

Anche se non si razionalizza spesso, molte reazioni anche istintive, risposte fisiche, sensazioni, possono avere origine da più fattori anche ambientali e climatici.

Ed ecco come le grandi ondate di caldo degli ultimi periodi possano avere un impatto davvero importante sulla salute fisica, forse più “facile” sa percepire ma anche sulla salute mentale, meno “evidente” ma non per questo inesistente; anzi!

Ondate di caldo: stress, ansia, aggressività

Il caldo può davvero incidere sulla salute mentale?

Disidratazione, svenimenti, senso di malessere, cali di zucchero, insolazioni…ecco alcuni nati negativi del troppo caldo che in questi ultimi giorni si sta trasformando in una vera minaccia.

Anche da The Conversation c’è stata la segnalazione di un momento davvero preoccupante; sono stati condivisi studi che attestano un aumento considerevole di visite al pronto soccorso dovute a malessere generato da temperature alle stelle.

Ma quel che non si considera è anche un tipo di reazione al caldo meno palese, almeno valutando a primo impatto. In realtà, il calore può però anche influenzare tanto la salute mentale quanto la capacità cognitiva, di chiunque.

Il cosiddetto stress da calore potrebbe addirittura danneggiare le aree del cervello che si occupano di far fronte ad alcuni problemi cognitivi; a darne esempio uno studio di un team dell’università di Boston in cui si dimostra come un’ondata di calore del 2016 abbia avuto influenze negative sulla capacità cognitiva di chi si trovava in aule senza aria condizionata.

Senza parlare del fatto che il caldo, il disagio da esso provocato e la sensazione di essere sempre in “apnea” sembra facciano perdere la pazienza più facilmente e ci sia dunque una maggiore facilità ad avere reazioni violente ed aggressive. Ciò è anche dettato proprio dal fatto che si ragiona in maniera meno efficiente, meno chiara e dunque la frustrazione che ne segue porta a liberare istinti spesso più controllabili.

Non è un caso se i diversi studi condotti per capire la correlazione tra caldo e aggressività abbiano dimostrato che anche solo uno o due gradi in più  farebbero già aumentare le aggressioni, fino a circa il 5 per cento in più.

E stando alle stime, visto l’aumento delle temperature, nel 2090 ci sarà un aumento della criminalità a livello globale correlato e anche causato dal caldo sempre più insopportabile.