Gioco d’azzardo: problema in crescita tra i minorenni

Agli italiani scommettere piace. Ma quando il gioco diventa una dipendenza non c’è da scherzare, soprattutto se i dati dei giocatori d’azzardo riguardano i giovani, sempre più immersi in questo mondo!

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Sono quasi 30 milioni di italiani le persone coinvolte nel gioco legalizzato (www.contribuenti.it), di cui oltre 7 milioni a cadenza settimanale.

Si tratta di un mercato che nel 2010 ha sviluppato un fatturato di oltre 60 miliardi di euro secondo il rapporto pubblicato da Agicos.

Non si sottraggono al richiamo dell’azzardo nemmeno i minorenni, che sono oltre 2 milioni. A volte però il piacere di giocare sfugge al controllo razionale e si trasforma in una dipendenza, che ha molti aspetti in comune con i disturbi del comportamento: si valuta che i giocatori patologici in Italia siano almeno 700 mila.

Gioco: una forma di dipendenza

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Il gioco d’azzardo è patologico (GAP) quando è caratterizzato dall’impossibilità di controllare l’impulso che spinge a giocare oltre il limite del ragionevole. Il divertimento si trasforma nella compulsiva ricerca di uno stato di eccitazione.

“Pur avendo la passione per il gioco, il giocatore d’azzardo sano ha ben presente quanto è disposto a spendere ed, eventualmente, a perdere. Invece, nel giocatore d’azzardo patologico viene a mancare questo controllo, così come accade nelle persone che soffrono di una qualsiasi dipendenza“.

precisa il professor Maurizio Fea, psichiatra e project manager di Giocareresponsabile.

Come nasce la malattia

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Le ragioni che possono trasformare un divertimento in patologia possono essere molte e non sempre evidenti. Tra le più comuni il tentativo di intervenire su quanto è frutto del caso: il gioco d’azzardo in quanto tale non può in alcun modo essere controllato, per quanto il giocatore sia bravo con i numeri e conosca perfettamente le tecniche e le strategie di gioco.

Buttarsi nel gioco può essere un tentativo di nascondere la scarsa autostima, di allontanare il senso di inferiorità e inadeguatezza che si percepisce nei confronti degli altri, o la reazione a un ambiente familiare dove si è sempre data eccessiva importanza al denaro e al successo

Infine c’è la semplice ricerca del godimento, una sorta di frenesia che non è legata al guadagno ma solo al rischio.