Fumo passivo: rischi e controindicazioni

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19/04/2021

Con la consulenza del dottor Giuseppe Di Mauro, pediatra e presidente SIPPS. Vediamo tutti i rischi legati al fumo passivo soprattutto per i più piccoli; inoltre scopriamo qualcosa in più sul  Decreto Decreto Antifumo Lorenzin.

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Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono 6 milioni le persone che ogni anno perdono la vita a causa delle “bionde”. Tra questi 600 mila sono persone che “convivono” con il fumo passivo.

Approvato, da parte del Consiglio dei Ministri, il Decreto Antifumo Lorenzin che recepisce la direttiva dell’Unione Europea in materia, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ribadisce il pericolo e i danni delle sigarette a carico di future mamme, nascituri e bambini in età pediatrica.

“In base a dati statistici”, commenta il presidente SIPPS, dottor Giuseppe Di Mauro:

“L’esposizione al fumo passivo durante la gravidanza può portare a nascite pretermine (10%), mortalità infantile (5%), al ritardo di crescita intrauterino (30%), alla sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), fino a sintomi respiratori e malattie, quali asma, affezioni cardiovascolari e patologie dell’orecchio medio – una cavità posta tra la membrana del timpano e l’orecchio interno -, specie per i piccoli che subiscono il fumo materno e paterno dopo la nascita”.


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Il fumo attivo e quello passivo in gravidanza, inoltre, aumentano il rischio d’infertilità, distacco di placenta, rottura prematura delle membrane e placenta previa.

Il decreto Antifumo Lorenzin

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Il Decreto, tra gli altri, prevede il divieto di concedersi una sigaretta in macchina con a bordo bambini e donne in stato interessante, così come nei cortili degli ospedali e all’esterno dei reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia.

Che la nicotina sia un agente inquinante anche open air lo ha dimostrato una ricerca del Consiglio australiano su fumo e salute, in collaborazione con due università, che ha realizzato test di qualità dell’aria in 28 di Perth.

Lo studio ha rilevato che in assenza di fumatori, le concentrazioni di particelle di tabacco all’aperto erano circa quattro microgrammi per metro cubo d’aria, mentre quando si accendeva una sigaretta, il numero ammontava a 14,25 microgrammi per metro cubo.

“Se il fumo passivo è nocivo tra le pareti domestiche”, continua lo specialista, “lo è ancora di più nello spazio ristretto dell’abitacolo di un’automobile”.

I tabagisti incalliti, per limitare i problemi del cosiddetto “fumo di terza mano”, dovrebbero quantomeno lavarsi le mani con cura e cambiarsi gli indumenti dopo avere fumato e prima di prendere in braccio il neonato. Infine Di Mauro conclude spiegando:


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“La sigaretta elettronica dovrebbe essere meno nociva, ma con bambini per casa è comunque da bandire. Non dimentichiamo che i genitori sono il primo esempio per i ragazzini. Ed è probabile che i figli di fumatori, lo diventeranno a loro volta ben prima dell’età adulta”.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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