Fertilità femminile: scoperta una nuova molecola

Anna Vitale
  • Appassionato di Medicina e Salute

L’infertilità femminile colpisce sempre più donne ed è speso motivo di grade sofferenza. Di recente è stata scoperta una nuova molecola l’inositolo che favorisce la fertilità femminile, e ha degli effetti positivi sull’ovaio policistico. 

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L’infertilità femminile può contare da oggi su un nuovo e importante aiuto: l’“inositolo”, prontamente ribattezzato la “molecola della fertilità”. L’effetto positivo della molecola nella cura dell’ovaio policistico, prima causa di infertilità tra le donne, è stato messo in luce in occasione del congresso mondiale di ginecologi e pediatri (World Pediatric and Adolescent Gynecology Congress) appena svoltosi a Firenze.

Legata ad assenza di ovulazione, la policistosi ovarica, (o Sindrome dell’Ovaio Policistico) colpisce dal 5 al 10 % delle donne in Italia; è caratterizzata da un aumento degli ormoni maschili (androgeni) responsabili di segni come l’eccesso di peluria su viso e corpo, l’acne e disturbi mestruali; come mestruazioni irregolari, assenza di mestruazioni per più mesi, cicli scarsi o prolungati.

Motivo per cui alterazioni del ciclo mestruale, inestetismi come peluria e acne, sovrappeso o obesità non vanno mai sottovalutati ma, invece, indagati quali principali campanelli d’allarme della policistosi ovarica.

L’effetto positivo dell’inositolo

This waiting is the worst!

In questo quadro clinico, le ovaie appaiono ingrandite e micropolicistiche e si verifica una resistenza all’insulina, l’ormone che regola il glucosio nel sangue. Le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico, inoltre, corrono un rischio maggiore rispetto alle donne sane di soffrire di patologie come diabete, sovrappeso e obesità per iperinsulinismo e insulino-resistenza, ipertensione e patologie cardiovascolari.

Il Prof. Vittorio Unfer, Professore di Ostetricia e Ginecologia alla Swiss University Institute di Chiasso, ha spiegato:

“L’inositolo ha un effetto positivo sulla funzionalità ovarica ed è utile a correggere i disturbi endocrino-metabolici legati alla sindrome dell’ovaio policistico, quali iperandrogenismo, iperglicemia, aumentata resistenza insulinica”.

I risultati degli studi presentati a Firenze hanno dimostrato il 50% delle pazienti che hanno assunto l’inositolo è tornata ad ovulare dopo circa un mese; mentre l’88% ha ripristinato il ciclo mestruale dopo 3 mesi e il 55% ha ottenuto una gravidanza spontanea.

La molecola si trova in natura in alcuni alimenti quali legumi, creali e frutta. In particolare, ne sono ricchi la lecitina di soia, il riso integrale, il gramo saraceno, l’avena e l’orzo.