Ernia del disco: cause e rimedi

Arianna Preciballe
  • Appassionata di Gossip e Tv
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design

L’ernia del disco è una patologia che può diventare invalidante. Correre ai ripari mettendo in atto tutto quanto è in nostro potere per evitare l’insorgenza del disturbo o per attenuarne gli effetti, è una strategia intelligente, che in molti casi si dimostra utile ed efficace. Seguiamo insieme i consigli degli esperti.

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L’ernia del disco consiste nella fuoriuscita della parte gelatinosa che funge da ammortizzatore tra le vertebre. Questa trapassa la parte posteriore/laterale dell’anello fibroso e fuoriesce causando diversi tipi di sintomi. Le ernie discali rappresentano un’anomalia della colonna vertebrale molto diffusa: più di 4 italiani su 5 hanno (o avranno) problemi di ernia del disco nella propria vita.

I sintomi possono spaziare da un dolore lombare blando ad uno acuto. Le ernie discali si manifestano soprattutto nella fascia d’età tra i 35 ed i 45 anni, quando il nucleo centrale è ancora ben idratato e gelatinoso.

Con l’età il nucleo polposo cambia, si disidrata progressivamente e il rischio di formazione di ernie si riduce. Un’indagine in Italia segnala che l’8,2% della popolazione ha riferito di essere affetto da “lombosciatalgia” (7,3% maschi e 9,3% femmine).

Le cause dell’ernia al disco

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Tra i principali fattori che contribuiscono allo svilupparsi dell’ernia c’è il peso corporeo in eccesso, causa di stress supplementare sui dischi nella regione lombare; il fumo, perché diminuisce i livelli di ossigeno nel sangue, privando i tessuti del corpo di nutrienti vitali.

C’è poi l’altezza, perché gli uomini più alti di 180 cm e le donne più alte di 170 sembrano avere un rischio maggiore; il lavoro, i lavori impegnativi sul piano fisico hanno un maggiore rischio di problemi alla schiena, ma anche lavori che richiedono una prolungata posizione seduta o lo stare in piedi nella stessa posizione possono essere rischiosi.

Curare l’ernia al disco

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Sono quattro le tecniche che vengono usate per risolvere il problema “ernia al disco”: intervento percutaneo, endoscopica, microchirurgica, e microchirurgica strumentata, con supporti strumentali, ossia gli spaziatori. “Tutte le patologie della colonna”,

spiega il Prof. Pier Vittorio Nardi, Presidente dell’Associazione Chirurgia Italiana Spinale Mininvasiva e Robotica (CISMeR),

“originano dalla degenerazione discale lombare precoce, che nel tempo peggiora gradatamente, diventando l’anticamera delle successive erniazioni. Ecco perché trattare la degenerazione discale vuol dire prevenire l’evoluzione patologica dei dischi. Tra le nuove possibilità l’utilizzo delle membrane amniotiche, iniettabili per via percutanea in anestesia locale nei dischi, caratterizzate da un mixed di fattori di crescita e cellule stromali, che consentono la rigenerazione e la protezione dei dischi, anche se al momento la durata protettiva sembrerebbe attestarsi intorno a 1-2 anni”.

Ernia del disco: prevenzione

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  1. L’esercizio fisico regolare rallenta la degenerazione dei dischi e il rafforzamento dei muscoli interessati aiuta a sostenere maggiormente la colonna vertebrale;
  2. Una corretta postura, con una schiena dritta e allineata, in particolare quando sedete per periodi lunghi;
  3. Mantenete il peso forma: l’eccesso di peso aumenta la pressione sulla spina dorsale e i dischi, rendendoli più sensibili;
  4. Non fumate.

L’attività fisica e il fitness rivestono un ruolo cruciale, ma occorre essere seguiti da personale specializzato e mai improvvisato, laureato e pronto a trattare diversi profili. Tra le attività sportive sconsigliate in palestra, gli allenamenti di gruppo, perché spesso non si adattano alla persona e subentrano altre variabili non trascurabili.

Inoltre, è bene evitare di correre dopo un pasto abbondante; meglio una passeggiata senza inclinazioni. Quando si corre, meglio farlo su un prato e non sull’asfalto o sulla sabbia o terreni disconnessi. Prestate attenzione agli sforzi durante gli esercizi di sollevamento pesi, perché questi devono essere sostenuti dalle gambe e non devono mai influire sulla schiena.