Dolori a collo e schiena? Disinnesca i trigger points

Anna Vitale
  • Appassionato di Medicina e Salute

Per tutti coloro che soffrono di dolori al collo il dottor Matteo Castaldo ha di recente scoperto un nuovo metodo per alleviare il dolore. Questo si basa sull’intervento in punti specifici dai quali parte il dolore, trattandoli è possibile riuscire a far diminuire il dolore.

man-experiencing-neck-pain-while-working-from-home-laptop

Dolori al collo da colpo di frusta o da cervicalgia? Chi ne soffre ha una possibilità in più di risolvere il problema. La buona notizia arriva da Parma, dove il dottor Matteo Castaldo, fisioterapista presso il Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, impegnato in un dottorato di ricerca presso l’Università di Aalborg, in Danimarca, utilizza una tecnica che ha come punto centrale della soluzione del fastidioso e doloroso problema i “trigger points”.

Letteralmente, i “punti grilletto” del nostro corpo che, quando premuti, “sparano” il dolore a distanza. “I Trigger Points (TrPs)”, spiega meglio Castaldo:

“Sono, in termini tecnici, sorgenti di dolore periferico costante. La loro individuazione è possibile solamente tramite palpazione sulla zona dolente e non tramite esami diagnostici strumentali. Se tale stimolo riproduce lo schema tipico del dolore solitamente accusato dal paziente, ecco che abbiamo individuato il Trigger Point su cui è necessario lavorare”.

La soluzione è la fisioterapia

massage-2722936_1920

Dopo aver individuato i TrPs, lo specialista emiliano spiega cosa viene fatto:

 “I TrPs vengono disinnescati come fossero veri e propri ordigni esplosivi di sintomatologie dolorose o fastidi, come mal di testa, grazie alla palpazione in specifiche sedute di fisioterapia e si risolvono così tutti quei malesseri che finiscono per compromettere l’attività quotidiana di una persona, come nausea, vertigini, mal di testa, ronzii e disturbi dell’udito, astenia e debolezza”.

A conforto della tesi di Castaldo ci sono le statistiche. Studi recenti hanno rivelato come tutti i pazienti che hanno avuto un colpo di frusta, e l’80% di quelli che soffrono di cervicalgia non traumatica, abbiano almeno un TrPs nella muscolatura cervicale, facciale o periscapolare. “A livello di sintomatologia”, aggiunge il dottor Castaldo, “non sono da sottovalutare nemmeno ronzii, macchie oculari, disfunzioni motorie, debolezza e incoordinazione muscolare”.

Il rischio è la cronicizzazione del dolore

young girl holding hands in neck, having neck pain in red blouse, black skirt and looking exhausted. front view.

Le cause tipiche dei Trigger Points?

Sovraccarico muscolare, posture sbagliate, movimenti errati ripetuti e lesioni muscolari tipiche del colpo di frusta; situazioni che possono eventualmente essere aggravate dallo stress”.

Specifica ancora Castaldo, che prosegue spiegando:

“Una volta individuato, è necessario disattivare il trigger point in modo che non provochi più dolore al paziente; infatti, essendo una sorgente di dolore periferico costante, porta a una ipersensibilizzazione del sistema nervoso centrale, causando poi un dolore riferito lontano dalla sua sorgente”.

Infine il fisioterapista conclude con un ultima importante valutazione:

 “Anche se la causa periferica del dolore venisse a mancare, il problema persisterebbe a livello di sistema nervoso centrale, cronicizzandosi e per questo motivo è importante un’adeguata valutazione clinica e la conseguente individuazione del corretto trattamento finalizzato alla disattivazione del TrPs, possibile con poche sedute dal fisioterapista”.

Sulla base dei pazienti finora seguiti dallo specialista, per risolvere il problema bastano 5 o 6 sedute, ciascuna della durata di 30 minuti.