Dolore muscolo-scheletrico: possibili cure

Paolo Cesarotti
  • Appassionato di Medicina e Salute

Sempre più individui soffrono di dolori muscolo scheletrici; recentemente è stata avanzata una nuova possibile cura. Vediamo insieme i risultati ottenuti dallo studio.

Man and pain

Sulla base di un recente studio di costo-utilità condotto con il metodo dell’Health Technology Assessment (HTA) dalla professoressa Flaminia Coluzzi, dell’Università La Sapienza, e dal professor Matteo Ruggeri, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, prende il via una campagna itinerante per sensibilizzare i professionisti della salute sull’importanza dell’HTA nella scelta delle terapie contro il dolore cronico non oncologico.

La ricerca, pubblicata sulla rivista britannica Current Medical Research and Opinion (titolo del lavoro: “Clinical and economic evaluation of tapentadol extended release and oxycodone/naloxone estende release in comparison with controlled release oxycodone in musculoskeletal pain”), propone un duplice confronto del trattamento con tapentadolo a rilascio prolungato e del trattamento con ossicodone/naloxone a rilascio prolungato, rispetto alla terapia con ossicodone a rilascio controllato.

L’analisi svolta e i risultati

Closeup shot of a female having a neck pain

L’analisi, in particolare, ha preso in esame 3 trial controllati randomizzati per ciascuna delle terapie considerate, per un totale di 1.556 pazienti trattati con tapentadolo e 443 pazienti trattati con l’associazione ossicodone/naloxone.

Entrambe le terapie farmacologiche hanno evidenziato un significativo vantaggio clinico rispetto al farmaco comparatore (l’ossicodone), ma il tapentadolo ha mostrato un maggior tasso di riduzione del rischio di interruzione della terapia, nonché una minor incidenza degli effetti collaterali nausea e vomito. I due farmaci, invece, sono risultati sovrapponibili quanto alle capacità di abbattere i rischi di costipazione ma il tapentadolo è risultato meno costoso e ha prodotto un considerevole beneficio in termini di QALY nel 65% dei casi.

“Per ciascun paziente si è registrata una minor spesa di circa 310 euro. Infatti, benché il prezzo di questo farmaco sia più alto rispetto a quello dell’ossicodone, i suoi benefici sono più che compensativi dei maggiori costi che, viceversa, si sarebbero dovuti sostenere a causa degli effetti collaterali generati dall’ossicodone, come nausea, costipazione, vomito ed effetti sul sistema nervoso centrale”.

spiega il professor Matteo Ruggeri, coautore dello studio

“Si tratta di effetti collaterali notevoli, che a volte sfociano in accessi al Pronto Soccorso e ospedalizzazioni, dando luogo, anche sul piano economico, a sensibili costi aggiuntivi. Inoltre, a causa di questi effetti collaterali, il paziente è non di rado costretto a interrompere la terapia, con ulteriori aggravi in termini di peggioramento della qualità della vita, ma anche di probabili nuovi accessi in ospedale e viste mediche supplementari, dovute proprio all’esacerbazione del dolore”.