Dolore al seno: quando preoccuparsi

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

Può capitare spesso nella vita di una donna di avvertire un fastidioso dolore al seno. La mastodinia è un sintomo abbastanza diffuso per varie ragioni, ma allora quando è che ci si deve preoccupare? Ecco quando andare dal medico.

Dolore al seno: quando preoccuparsi

Avvertito spesso nel corso della vita il dolore mammario spesso dipende solo da sbalzi ormonali: ciclo, gravidanza, menopausa… Tuttavia spesso si avverte un dolore difficile da identificare che può essere variabile: da una semplice tensione al seno fino ad un dolore acuto, intenso e preoccupante.

In ogni caso sarebbe sempre meglio effettuare un approfondimento medico quando c’è qualcosa che ci spaventa. La mastodinia, termine tecnico del dolore al seno, può manifestarsi sotto forme differenti ed è fondamentale imparare a conoscersi. Per esempio, molte donne avvertono dolore nei giorni del ciclo mestruale o in quelli antecedenti. Altre, in seguito a sforzi fisici ripetuti come sollevamenti di pesi a livello pettorale.

Tuttavia per le donne dopo i cinquant’anni, invece, questo sintomo non può più essere preso alla leggera. Una volta sopraggiunta la menopausa è fondamentale sottoporsi a regolare screening di controllo più frequenti del solito e avvertire il medico di qualsiasi dolore o alterazione a livello mammario.

Dolore al seno: quando è ora di andare dal medico?

Dolore al seno: quando preoccuparsi

La mastalgia può avere diverse forme: può essere unilaterale o bilaterale; ciclico, intermittente o costante; sordo o acuto. Il dolore al seno può essere localizzato solo nella mammella ma può anche raggiungere il dorso, le braccia e, talvolta, anche il collo. In questi casi è bene contattare subito il medico ed eseguire gli esami opportuni.

Il dolore seno può manifestarsi sotto forma di una sensazione di pesantezza, oppure con fitte pungenti. Il dolore al seno spesso sorge con il ciclo e poi dura più a lungo, portando dolori forti anche alle ascelle e al braccio: in questi casi si tratta di un’alterazione della funzionalità delle ovaie ma di solito non c’è da preoccuparsi: si tratta di un disturbo temporaneo quasi sempre.

I sintomi che devono far preoccupare però sono ben precisi, tra questi la percezione di uno o più noduli duri nel seno o nell’ascella; le protuberanze o ispessimenti della mammella o della zona ascellare; modificazioni dell’areola mammaria o alterazioni del capezzolo, tra cui secrezioni insolite e ispessimenti cutanei.