Dolore acuto o cronico: soluzioni per combatterlo

Un mal di testa. Un mal di pancia improvviso. Il ciclo mestruale. Una brutta caduta. Situazioni diverse accomunate da un solo punto in comune: il dolore. A volte forte, altre volte più blando. Sicuramente senza stagione, pronto a bussare indesiderato alla nostra porta per rovinarci le giornate. Ma esiste un modo efficace per riconoscerlo e soprattutto combatterlo nel modo giusto?

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Con l’obiettivo di aiutarci a riconoscere le varie forme di dolore e imparare a gestirle correttamente, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e ASSOSALUTE – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, hanno promosso l’incontro “I Mille Volti del Dolore”, un confronto tra esperti finalizzato a eleggere il percorso più appropriato per affrontarlo nel migliore dei modi.

Cos’è il dolore?

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È il sintomo più importante con cui si manifesta un disturbo o una malattia, e anche quello che tende a minare maggiormente la qualità di vita. In generale, il dolore si distingue in due diverse categorie: acuto e cronico.

Il dolore acuto è il primo segnale che l’organismo trasmette a seguito di un evento scatenante: un movimento innaturale del corpo, un piccolo trauma, un’emicrania o il mantenimento della stessa scorretta posizione in ufficio.

Il dolore, invece, diventa cronico quando persiste oltre la guarigione della malattia che lo ha chiaramente provocato e/o per un periodo maggiore di tre mesi. Tuttavia è importante ricordare che questa suddivisione non è netta poiché, spesso, anche in medicina generale il dolore persiste perché non è stata individuata la causa netta.

In quanti (con) vivono con il dolore?

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Secondo un’indagine condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su 5447 soggetti ospitati da 15 centri di tutto il mondo, il dolore persistente nell’ambito delle cure primarie risulta avere una prevalenza del 20%.

In Italia, uno studio osservazionale che ha coinvolto 89 medici di medicina generale, ha rilevato come circa un terzo dei contatti ambulatoriali di un medico durante la sua attività routinaria lamenti dolore. In aggiunta, i risultati di una recente ricerca condotta dalla SIMG hanno mostrato come la maggior parte (70%) dei pazienti che consultano il proprio medico per un problema di dolore, lo fa per la presenza di un dolore “acuto”.


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Quale il modo migliore per farlo passare?

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In caso di una causa scatenante netta e chiara – la presenza del ciclo mestruale, una piccola contusione, un arrossamento degli occhi, un’indigestione o un mal di testa – il dolore acuto può essere controllato in autonomia, tramite la corretta assunzione di farmaci di automedicazione o da banco, acquistabili senza obbligo di prescrizione e riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride presente sulla confezione. Questi medicinali sono disponibili senza ricetta medica perché nel loro impiego diffuso e di lungo corso si sono dimostrati sicuri, efficaci e hanno ricevuto un’apposita autorizzazione da parte dell’Autorità sanitaria.

“Oltre a limitare in maniera impattante la qualità della vita, il dolore è causa di una serie considerevole di costi sociali, in termini di rendimento al lavoro, conseguenze psicologiche e ripercussioni fisiche – dichiara il dott. Pierangelo Lora Aprile, Responsabile Area dolore SIMG -. Per arginare in maniera efficace questo fenomeno complesso, in presenza di sintomi derivanti da semplici disturbi è opportuno educare la popolazione a una gestione autonoma del dolore, tramite una terapia che preveda l’assunzione responsabile di farmaci da banco”.

In presenza di dolore cronico, invece, è opportuno individuare la giusta diagnosi: “In caso di dolori caratterizzati da un’intensità più forte che non si risolvono a breve e non sono strettamente correlati a eventi acuti e/o traumatici, è opportuno consultare un medico per una diagnosi più puntuale e l’inizio di un trattamento specifico”, conclude Aprile.


Paolo Cesarotti
Nutrizionista
Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
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