Dissenteria: fattori scatenanti e come evitarla

La diarrea è un disturbo molto comune. Il più delle volte dipende dagli sbalzi di temperatura oppure dal consumo di cibi crudi mal conservati o acqua contaminata, per questo spesso ci colpisce quando siamo in viaggio in paesi tropicali o molto caldi. Vediamo cos’è e come evitare di contrarre l’infezione.

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La diarrea è un disturbo che tutti abbiamo avuto, almeno una volta nella vita. Un malessere che colpisce grandi e bambini e che, in due casi su tre, presenta forme acute (durata di una – due settimane) più frequenti nei periodi di cambio delle stagioni, soprattutto in estate quando, per le temperature elevate, le variazioni climatiche, l’uso di cibi crudi come frutta e verdura, poco cotti, mal conservati o di acqua non potabile, si verifica una maggiore proliferazione delle forme batteriche che possono essere trasmettitori dell’infezione.

In alcuni casi il disturbo si risolve da solo o grazie a rimedi che possono essere attuati anche in casa. Ma se il sintomo persiste per oltre un mese, si parla di diarrea cronica e ciò può essere la spia di qualcosa che non va a livello dell’intestino, sia tenue sia crasso, ed è consigliabile rivolgersi al medico per indagare con esami più approfonditi.

Dissenteria: i fattori scatenanti

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Specie nelle forme acute, le principali cause sono infettive, oppure legate a stati di malassorbimento (forme di allergia o di intolleranza alimentare e malattia celiaca). Rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn sono responsabili, oggi, di un gran numero di diarrea cronica dell’adulto.

Anche l’infiammazione dei diverticoli del colon può scatenare diarrea. E, specie nell’età geriatrica, esistono alterazioni della vascolarizzazione della parete intestinale (colite ischemica) che possono esordire sotto forma di diarrea.

10 consigli per non prendere la diarrea del viaggiatore

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È un disturbo comune a molte persone che viaggiano nei Paesi molto caldi e nei Paesi Tropicali. Ecco 10 suggerimenti per evitare questo disturbo:

1 Utilizzare solamente acqua contenuta in bottiglie sigillate sia per bere sia per lavare i cibi, ma anche per lavarsi i denti.

2 Assumere solo bevande servite chiuse nella loro bottiglia originale.

3 No ai succhi di frutta, frullati o cocktail preparati sul posto.

4 Evitare accuratamente di consumare la frutta con la buccia.

5 Evitare di mangiare qualsiasi tipo di verdura (insalata o altro) cruda.

6 Non bere bevande col ghiaccio (l’acqua usata per preparare il ghiaccio, infatti, potrebbe essere contaminata).

7 Evitare i frutti di mare crudi.

8 Non bere latte crudo, né suoi derivati (latticini, formaggi…). Devono essere pastorizzati.

9 Non mangiare carne cruda.

10 Evitare piatti a base di uova crude (maionese, zabaione, creme…).

I probiotici funzionano?

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Sui fermenti lattici i pareri sono discordi: male non fanno, ma non si sa come agiscano e se si tratti solo di un effetto placebo. Sono comunque consigliati dopo una terapia antibiotica, in particolare quelli ad alta concentrazione e con abbinamento di inulina (un polisaccaride che stimola la crescita di bacilli endogeni e lo sviluppo di difese immunitarie locali) per ricreare una habitat intestinale adeguato e persistente.

Ovviamente anche lo yogurt è un alleato, in quanto favorisce la crescita di lattobacilli e quindi aiuta a ripristinare una adeguata flora batterica. Durante la fase di diarrea acuta, meglio utilizzare solo quello bianco a cui abbinare un po’ di frutta fresca (per esempio banane), evitando quelli ricchi di zucchero, di additivi e già contenenti o insaporiti alla frutta, perché proprio la presenza di questi ingredienti (zuccheri che fermentano e quindi in grado di incrementare meteorismo e diarrea) sono poco utili.

Con la consulenza del prof. Italo De Vitis, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, professore aggregato all’ Università Cattolica Sacro Cuore, dirigente UOC di Medicina Internae Gastroenterologia UCSC Columbus, Roma.

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