Curare le macchie della pelle

Chiare o scure, le macchie sulla pelle sono un problema. A tal proposito abbiamo sentito la prof. Annalisa Pizzetti, specialista in dermatologia

Curare le macchie della pelle

La medicina le definisce “iperpigmentazioni”, insorgono o si ripropongono soprattutto in estate, colpa del sole, che stimola un enzima (la tirosina) a produrre la melanina che, oltre a colorare capelli, peli e occhi, ha il compito di proteggere la pelle dall’azione dannosa dei raggi ultravioletti.

In condizioni normali, sono le cellule spazzino a rimuoverne l’eccesso. Ma se il meccanismo si inceppa, si altera il processo di melanogenesi e si formano degli accumuli di pigmento sulla pelle: questi producono le antiestetiche macchie. Si distinguono in superficiali o profonde.

Le macchie superficiali

  1. Melasma: è la macchia più diffusa e compare sul volto, specie sulle guance, sopra il labbro, sul mento e sul décolleté. Si manifesta a forma di confetto, di colore marrone chiaro. La pillola contraccettiva può essere una concausa della comparsa di questo tipo di alone, ma il melasma può manifestarsi anche se non se ne fa uso. Quando affiora in gravidanza si chiama cloasma gravidico.
  2. Lentigo: piccole macchioline, grandi non più di un centimetro. Compaiono sul dorso delle mani, sul volto e dove c’è stata una scottatura (viso, braccia, décolleté, schiena). È anche chiamata macchia solare. Sono, invece, lentigo senili se sono visibili su mani e zone scoperte tutto l’anno.
  3. Efelidi: tipiche al volto, compaiono durante l’infanzia, nelle zone foto esposte, in soggetti di carnagione chiara. Più evidenti in estate che in inverno.
  4. Ipermelanosi post infiammatorie: mai esporsi al sole dopo dermatiti, eczemi, herpes, ustioni, cicatrici recenti e soprattutto dopo trattamenti medici o estetici che asportano lo strato corneo (peeling, abrasioni, trattamenti laser o cerette depilatorie, trattamenti sclerosanti dei capillari).

Macchie profonde

  1. Melasma: se l’accumulo è nel derma, sotto lo strato superficiale della pelle, le macchie appaiono scure e definite, per lo più su volto e braccia. A causarla è soprattutto un’attivazione ormono-indotta dei melanociti (le cellule dello strato superficiale dell’epidermide che producono e distribuiscono la melanina). L’esposizione al sole peggiora la situazione.
  2. Iperpigmentazioni da farmaci: antibiotici, fenotiazine, barbiturici, metalli pesanti (mercurio) e sulfamidici hanno la capacità di stimolare la melatonina anche se non ci esponiamo al sole.
  3. Ipermelanosi da contatto: profumi contenenti furocumarine, olio di bergamotto, cosmetici, henné e acqua di colonia possono provocare una reazione fototossica se usati prima di esporvi al sole. Una risposta probabilmente favorita dal caldo e dall’umidità, che agevolano la penetrazione del prodotto. Nei soggetti più sensibili, anche il succo di limone, fichi, prezzemolo, foglie di carota, finocchio, sedano felce e alcune erbe selvatiche possono “macchiare”.

Come intervenire sulle macchie della pell

A casa

Il dermatologo, dopo la visita, può prescrivere trattamenti da fare in casa. Creme o gel depigmentanti (con azione schiarente) a base di: tocoferolo (Vitamina E), utile per contrastare l’azione dei radicali liberi; acido ascorbico e derivati (Vitamina C) per ridurre la formazione di melanina; idrochinone, acido azelaico, acido cogico e glucosamina che bloccano l’azione della melanina e tendono a distruggere i melanociti, causa delle macchie (il costo del trattamento va dai 40 agli 80 euro).

Per le macchie profonde lo stesso gel viene usato prima delle sedute in ambulatorio, quando si procede con un ciclo di cure (domiciliari) per bloccare i meccanismi di produzione della melanina.

È bene sapere, infatti, che trattamenti, quali peeling profondo o laser potrebbero, tramite il meccanismo infiammatorio, andare a stimolare la melanina e far ricreare di nuovo, a distanza, la macchia. Ecco perché è consigliato bloccarne la crescita prima di intervenire.

In ambulatorio

Tra i trattamenti più innovativi, arriva dal Venezuela una maschera peeling che accelera il ricambio degli strati epidermici (costo dalle 350 alle 500 euro). Si chiama Dermomelan (il flacone non supera le 150 euro e dura 2 mesi) il mix a base di ossido di titanio, acido korgico, acido fitico, acido ascorbico, arbutina e retinil palmitato: provoca esfoliazione per cinque giorni e necessita di un trattamento domiciliare (a base di idrochinone) di almeno 30 giorni. Poi ci sono laser diversi, a luce pulsata (150 euro a seduta), che agiscono direttamente sulla macchia, eliminandola.

Per quelle senili e solari, sono indicati laser Q-Switched che, emettendo impulsi brevi, colpiscono solo gli addensamenti superficiali di melanina, frammentandoli senza danneggiare le zone circostanti o il laser Erbium, che vaporizza gli strati cutanei e, quindi, anche quelli macchiati (dalle 200 alle 500 euro). Quest’ultimo, però, è rischioso nei fototipi scuri e, nel tempo, può provocare la comparsa di altre macchie scure. Infine, è bene dire che il pericolo di recidive esiste: nel tempo le macchie, potrebbero ricomparire.

di Roberta Maresci