Cuore: come prevenire le malattie cardiache, esami e consigli

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13/01/2021

Con la consulenza del professor Luigi Chiarello, Direttore della Cattedra di Cardiochirurgia e della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia all’Università Tor Vergata di Roma, scopriamo come prevenire le più diffuse malattie cardiache.

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“Ascolta il tuo cuore. Perché i battiti che senti non sono solamente ‘battiti d’amore’. Ma soprattutto rispettalo come faresti con un amico fedele, perché se lo tratti sempre bene, non ti tradirà mai”,

consiglia il professor Luigi Chiariello.

Per “trattare bene” il cuore e non metterlo a rischio servono piccoli ma preziosi accorgimenti di prevenzione, esami mirati e uno stile di vita sano. Poi ci sono fattori sui quali non è possibile intervenire direttamente, come l’età o il sesso, per esempio, ma in ogni caso la parola d’ordine resta: “avere a cuore il proprio cuore”.

Malattie cardiache: fattori di rischio

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Ipertensione arteriosa, colesterolo alto (soprattutto quello cosiddetto cattivo), diabete, fumo: sono questi i principali fattori che alzano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari, perché sono dei veri e propri killer per il cuore e per le coronarie.

Spesso questi fattori di rischio si sommano tra loro: è frequente, infatti, che un paziente con ipercolesterolemia sia anche in sovrappeso e soffra di diabete. La sindrome metabolica, poi, è sempre più diffusa. Ma fin qui si tratta di fattori di rischio che si possono evitare adottando uno stile di vita sano.

C’è poi un fattore inevitabile: quello dell’età. E’ evidente, infatti, che più si va avanti con gli anni e più il cuore nel suo incessante lavoro si affatica e alcune componenti si logorano. Pensiamo per esempio alle valvole che, come i cardini di una porta costretti a muoversi in continuazione, alla fine cedono.

Infine c’è il fattore “genere”: è noto che fino a quando non arriva la menopausa le donne rischiano di meno, perché hanno la protezione degli estrogeni.

Diverso è il discorso della familiarità: le malattie cardiache più frequenti non sono su base ereditaria ma piuttosto mostrano una certa familiarità, una sorta di predisposizione perché, probabilmente, in realtà c’è una tendenza a sviluppare proprio i killer citati prima: ipertensione, diabete e ipercolesterolemia.

Sovrappeso e sedentarietà pericolosi per il cuore

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Il sovrappeso, e ancora di più l’obesità, aumentano il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete e, di conseguenza, aumentano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari e ictus.

Un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare (bastano 30 minuti di cammino al giorno a passo sostenuto) sono la prima cosa da fare per prendersi cura del cuore, insieme ovviamente a non fumare e a non abusare di alcolici.

A tavola, quindi, preferire frutta fresca, verdure e ortaggi alla carne che, in ogni caso deve essere soprattutto magra. Aumentare il consumo di legumi e di pesce, privilegiare l’olio extra vergine di oliva agli altri grassi e fare molta attenzione al sale a tavola.

E a proposito di sovrappeso e obesità, tenere sotto controllo la bilancia ma anche il giro vita: il grasso addominale, in pratica quello che si deposita su pancia e fianchi, è quello più pericoloso per il cuore.

Controlli cardiaci: quando farli

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“L’età consigliata per iniziare a fare esami di controllo annuali del cuore, generalmente, si fissa a 40 anni per gli uomini e a 50 anni per le donne”

piega il prof. Chiariello. È evidente che si tratta di una soglia di massima. Chi è sportivo, ha sempre condotto uno stile di vita sano, non è fumatore e non ha in famiglia parenti diretti che soffrono di malattie cardiache, potrà spostare in avanti di qualche anno questo appuntamento.

Al contrario chi è in sovrappeso, o soffre di ipertensione, diabeteo colesterolo alto e/o è un fumatore o è stato un fumatore, dovrà anticipare gli esami. In ogni caso, l’appuntamento deve diventare una buona abitudine. Come quello per gli esami del seno o del pap test.

Quali sono i principali esami al cuore?

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Un prelievo di sangue per tenere sotto controllo i “big killer” del cuore a iniziare dal colesterolo totale e frazionato (HDL e LDL), glicemia, trigliceridi, ecc. E poi ogni tanto una misurazione professionale della pressione.

A partire da una certa età è bene sottoporsi annualmente a un elettrocardiogramma sotto sforzo (anche chiamato test ergometrico), perché consente di studiare il cuore mentre è sottoposto a un forte lavoro e, quindi, mette in evidenza eventuali patologie che con l’elettrocardiogramma a riposo non si vedrebbero.

È un esame non invasivo, in pratica un normale elettrocardiogramma effettuato mentre si pedala su una cyclette o si cammina a passo sostenuto su un tapis roulant.

L’ecocardiogramma, l’ecografia del cuore è un esame fondamentale che consente di vedere tutte le strutture cardiache e quindi capire se ci sono delle anomalie sia nella morfologia sia nel funzionamento. Elettrocardiogramma sotto sforzo ed ecocardiogramma sono due esami complementari, l’uno mette in evidenza aspetti che l’altro non rileva.

Lo stress fa male al cuore

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Lo stress fa talmente parte della vita di tutti i giorni che forse non ce ne rendiamo più nemmeno conto. Ma il nostro cuore sì. Quando si è molto stressati, aumentano i livelli di catecolamine (adrenalina) nel sangue, ormoni che aiutano a reagire davanti a uno stimolo.

Ma se lo stress dura a lungo iniziano i guai perché l’adrenalina in circolo accelera i battiti cardiaci, aumenta la pressione arteriosa e stressa cuore e vasi sanguigni.

Sigarette e malattia cardiovascolare

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Non si deve fumare. E se lo si fa bisogna smettere immediatamente. Gli eventuali danni che il fumo ha fatto negli anni a cuore e coronarie non si possono cancellare. Tuttavia, per capire quanto sia importante smettere di fumare, basti pensare che già dopo un anno dall’addio alle sigarette il rischio di malattia cardiovascolare si dimezza e chi fuma ha una probabilità doppia di essere colpito da infarto rispetto a chi non fuma”

ha spiegato il professor Chiariello.

Elettrocardiogramma e ecocardiogramma per bambini

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Un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma in età pediatrica o comunque in età scolare consentono di fotografare lo stato di salute del cuore del piccolo.

Oggi, grazie alla diagnosi prenatale, già prima della nascita conosciamo tutto del cuore del neonato, ed è importante fare questi due esami, non invasivi e non dolorosi, in età pediatrica anche se non si fa sport agonistico.

È utile sia per stanare eventuali malattie congenite silenti (e cioè che non danno sintomi) sfuggite alla diagnosi prenatale, sia per avere una fotografia dello stato di salute del cuore. Da grandi, davanti a un’eventuale patologia si potrà dire senza ombra di dubbio che non si tratta di una malformazione o un malfunzionamento congenito.


Ari
  • Scrittore e Blogger
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