Cuore artificiale: arriva il primo modello ibrido

Francesca Naima
  • Master in Comunicazione e Marketing d'impresa

I ricercatori della John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) di Harvard hanno appena pubblicati i sorprendenti risultati ottenuti per quanto riguarda la bio fabbricazione degli organi.

Cuore artificiale: arriva il primo modello ibrido

Il cuore è “l’organo della vita” e fare passi avanti per assicurare che esso possa essere sostituito nel momento in cui si “ammala” è da anni la sfida della medicina e della scienza.

Il 4 aprile del 1969 fu trapiantato ufficialmente il primo cuore artificiale, poi sostituito dopo 65 ore da un cuore umano ma il paziente non sopravvisse. Dal 1969 ad ora sono stati fatti svariati tentativi e certamente la medicina è andata avanti in maniera sorprendente, nonostante sia ancora assai difficile affermare di essere giunti a un punto certo. Esistono ancora moltissimi rischi e tanti tasselli da completare, ma il nuovo risultato a cui sono giunti i ricercatori della SEAS di Harvard fa ben sperare.

Anche perché negli Stati Uniti le malattie cardiache sono molto diffuse e rappresentano una delle maggiori cause di morte della popolazione. Addirittura secondo i dati raccolti, in media ogni 36 secondi una persona muore a causa di malattie cardiovascolari.

I progressi della medicina cardiaca

Cuore artificiale: arriva il primo modello ibrido

Ricreando la struttura elicoidale dei muscoli cardiaci, i ricercatori hanno posto le basi – e non solo – per potere davvero cambiare le sorti della medicina. Col fine di costruire un cuore umano da zero, è necessario replicare le strutture uniche che compongono il cuore. Dunque essenziale è anche la ricreazione di geometrie elicoidali, alla base del movimento di torsione di quando il cuore “batte”.

Il movimento di torsione è fondamentale per pompare il sangue, ma non è sempre stato tanto chiaro. Anzi, arrivare a dimostrarne l’importanza è stato un percorso lungo. Grazie ad attenti studi, ricerche, prove e controprove i bioingegneri della Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) hanno sviluppato il primo modello bioibrido di ventricoli umani con cellule cardiache battenti allineate elicoidalmente. Gli studiosi hanno quindi anche dimostrato che l’allineamento muscolare aumenta in maniera considerevole la quantità di sangue che il ventricolo riesce a pompare ad ogni contrazione.

Novità di fondamentale importanza a cui si è giunti grazie a un nuovo metodo di produzione tessile additiva, Focused Rotary Jet Spinning (FRJS), che ha permesso la fabbricazione ad alta produttività di fibre allineate elicoidalmente con diametri che vanno da diversi micrometri a centinaia di nanometri.